Pesca, domenica 30 marzo il via per 9 mila pescatori modenesi

Pesca immiss trotaSi apre domenica 30 marzo la pesca nei corsi d’acqua di montagna (in pianura e collina, ad esempio sul Panaro,  è consentita tutto l’anno ma con regolamentazioni). Date e regole sono fissate nel nuovo calendario ittico provinciale, approvato nei giorni scorsi dalla Provincia; il provvedimento disciplina un’attività che, nel modenese,  coinvolge, fino al 5 ottobre, oltre nove mila appassionati provenienti anche dalla Bassa.

Il calendario ittico provinciale conferma l’elenco delle specie considerate a rischio estinzione o da tutelare, non pescabili o per le quali sono previsti forti limitazioni alla pesca.

Pesca ScoltennaTra le specie assolutamente non pescabili in tutti i corsi d’acqua figurano il barbo canino, il gobione, lo spinarello, il panzarolo e la lasca (novità di da quest’anno). Vietato anche catturare le rane di qualunque specie, ad eccezione della rana toro, mentre per il gambero di fiume il divieto vale per alcune categorie di acque.

Sono pescabili, ma solo per alcuni periodi, il vairone e il luccio anche con limitazioni sui capi. Previsti limiti anche più severi rispetto al calendario regionale sulla lunghezza dei capi per cavedano, barbo comune e tinca, mentre per le carpa di peso superiore agli otto chilogrammi è previsto l’obbligo di rilascio immediato.

Nel calendario provinciale sono previste anche le disposizioni per la pesca notturna alla carpa con la tecnica del “carp fishing” in acque autorizzate e con limitazioni e con obbligo di rilascio.

FRER0012364Sempre per garantire una migliore conservazione delle biodiversità, il calendario individua le zone di ripopolamento e frega e le zone di protezione nelle quali la pesca è vietata (ma sono consentite attività di ripopolamento e cattura) e le zone di protezione integrale dove sono vietate tutte le attività. Poi ci sono le zone a regime speciale, dove la pesca viene regolamentata secondo modalità specifiche a seconda delle caratteristiche dell’area.

 

 

Tutela delle specie

Salvaguardare una specie pregiata come la trota fario, in forte calo negli ultimi decenni nei corsi d’acqua modenesi, immettendo esemplari del ceppo autoctono di maggior pregio che meglio si adatta all’habitat naturale dei nostri torrenti. E’ questa l’attività dei centri di riproduzione di Fanano e Frassinoro, gestiti dalla Provincia in collaborazione con il Parco del Frignano e gli esperti dell’Apas (l’associazione pesca a attività subacquee) di Modena. A loro spetta il compito di seguire il complesso percorso di riproduzione delle trote: dalla “spremitura” delle uova, alla fecondazione fino alla schiusa.

FRER0007555Questa attività consente di immettere ogni anno oltre 800 mila avannotti di trota fario nei corsi d’acqua di montagna.

Il centro di Fanano svolge anche una intensa attività didattica con visite guidate delle scuole in particolare in primavera nel periodo della schiusa delle uova. Un’occasione per tanti ragazzi di scoprire i segreti di pesce diventato il simbolo dell’habitat naturale dei corsi d’acqua di montagna.

FRER0012358L’attività fa parte della convenzione tra Provincia e Comune di Fanano, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio provinciale, per la gestione della zona a regime speciale di pesca Alto Leo. L’obiettivo è quello di valorizzare le potenzialità dell’area promuovendo il turismo sportivo legato alla pesca, che nel territorio di Fanano coinvolge oltre 600 pescatori, in maggior parte da fuori provincia, le attività didattiche sulla conoscenza degli ecosistemi acquatici, oltre all’impegno a garantire una regolare immissione di esemplari selezionati nelle acque del bacino Alto Leo, Fellicarolo e Ospitale.

 

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