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Black out, ecco il confronto dei consiglieri regionali con i gestori

Questa mattina in Regione si è tenuto a pochi giorni di distanza dal disastro provocato in tutta la regione dal black out una vivace audizione dei gestori del servizio dell’elettricità, che hanno promesso di risarcire i danni provocati.

Ed ecco che dall’Assemblea legislativa arriva il resoconto della giornata, con la sintesi degli interventi dei consiglieri regionali di ogni partito. Ecco di seguito il testo.

“Un confronto di oltre tre ore fra i consiglieri regionali e le società multiservizi – Enel, Terna, Iren e Hera– oggi in commissione Territorio ambiente mobilità, presieduta da Manuela RontiniLe società erano state convocate in audizione in merito alla gestione dell’emergenza per gli eventi metereologici del 5 e 6 febbraio e ai disservizi, soprattutto interruzione di elettricità e acqua, registrati in tante zone dell’Emilia-Romagna. Molte le domande poste: dalle cause di ciò che è successo ai rimborsi, passando per la mancanza di comunicazione nei confronti dei sindaci denunciata da pressoché tutti i gruppi assembleari. Con le parole dell’assessore alla Difesa del suolo e della costa, Paola Gazzolo, a rassicurare gli utenti: “La Regione sta con i sindaci, i cittadini e le imprese. In caso di class action, noi la sosterremo”.

Aprendo la seduta, Gazzolo ha ribadito la necessità di una manutenzione funzionale delle reti elettriche presenti nel territorio regionale, potenziando l’efficienza delle strutture, anche con l’ausilio di nuove tecnologie. Per l’esponente dell’esecutivo regionale è inoltre fondamentale lavorare sulle procedure attuate dalla Protezione civile nella fase emergenziale, prevedendo sistemi che rendano maggiormente fruibili le informazioni sull’evolversi della situazione da parte delle amministrazioni locali e dei cittadini. “La Giunta– ha sottolineato Gazzolo– si rende disponibile per un lavoro integrato, orientato a evitare questo tipo di disservizi”. L’assessore ha poi quantificato i danni: 180 milioni di europer il pubblico e 90 milioni euro per il privato.

Galeazzo Bignami (capogruppo Fi) ha interrogato le società multiservizi sulle iniziative che attueranno per potenziare la rete elettrica, rimarcando l’inadeguatezza nella gestione dell’emergenza. Per il consigliere, “le precipitazioni nevose non presentavano carattere di eccezionalità”. Bignami ha poi evidenziato le difficoltà nel coordinamento delle comunicazioni tra le società elettriche, le prefetture e gli enti locali. Infine, l’esponente Fi ha chiesto di fare chiarezza sui rimborsi, reclamando la copertura piena per le tante attività che hanno subito danni.

Igor Taruffi (Sel) ha chiesto chiarimenti sul “programma di investimenti che i gestori intendono mettere in campo per evitare il ripetersi di queste situazioni”. Ha poi rimarcato i problemi connessi alla scarsa manutenzione nelle fasce di rispetto e al mancato taglio delle piante. Per l’esponente Sel, inoltre, vanno rivisti i parametri sull’erogazione dei rimborsi: “Con i criteri attuali sono penalizzate le periferie e gli utenti industriali”. Taruffi ha concluso il suo intervento evidenziando l’ordinarietà di questo tipo di precipitazioni, è pertanto “ingiustificata l’assenza di comunicazioni nei confronti delle amministrazioni comunali coinvolte”.

Silvia Prodi (Pd) ha citato l’incontro di venerdì scorso nella sede della Provincia di Reggio Emilia, presenti i quarantacinque sindaci reggiani. Per Prodi, “l’eccezionalità è stata nelle conseguenze: 500.000 cittadini isolati.” La consigliera Pd ha riferito dei problemi di comunicazione con Enel fino alle ore 18 di venerdì: “A che ora è scattato il piano interno di emergenza di Enel?” Al termine del suo intervento Prodi ha chiesto a Enel di attuare un piano idoneo a contrastare, nel prossimo futuro, problematiche di carattere tecnico, prevedendo, nel caso, l’istituzione di una commissione interna alla società.

Roberto Poli (Pd) ha rimarcato i problemi cui è stata costretta la cittadinanza: disservizi sulle reti elettriche, assenza della copertura telefonica mobile e inattività dei sevizi di erogazione dell’acqua. “Il problema– ha dichiarato– è a monte: capire qual è il programma di investimenti che i gestori intendono mettere in campo per evitare il ripetersi di queste situazioni.” Poli, come i colleghi, ha parlato delle difficoltà di comunicazione tra gestori ed enti locali.

Daniele Marchetti (Ln) ha rilevato l’importanza di adottare azioni preventive di disboscamento nelle fasce di rispetto e anche fuori fascia: “Quali i piani di intervento dei gestori?”. Ha poi rimarcato la necessità di forme di coordinamento che coinvolgano tutti i soggetti interessati e ha ricordato le difficoltà cui sono stati costretti numerosi cittadini delle frazioni dei comuni bolognesi coinvolti: isolati anche per 4-5 giorni. Infine, ha riferito degli ingenti danni subiti, sempre delle aree periferiche, da numerosi commercianti: “Danni che vanno dai 2.000 ai 3.000 euro ad attività.” Per il consigliere leghista un maggiore coordinamento delle informazioni avrebbe ridotto le situazioni di disagio.

“La drammatica eccezionalità degli eventi meteorologici si è riscontrata nelle zone costiere dell’Adriatico e lungo il bacino del fiume Rubicone e del torrente Rigossa”, ha affermato Lia Montalti (Pd). “La macchina della Protezione civile ha funzionato egregiamente così come la catena delle informazioni di servizio e della comunicazione istituzionale. A fronte di danni ingenti, chiedo rapidità nelle stime e tempi certi nei rimborsi”.

Ha riportato l’attenzione sull’Appennino reggiano Roberta Mori (Pd): “Molti sindaci hanno ufficialmente lamentato una inaccettabile difficoltà nelle comunicazioni con i gestori nei momenti di massima emergenza. Chiedo di acquisire, anche tramite formali richieste di accesso agli atti, gli elenchi delle chiamate e i registri d’esercizio di Enel e di Hera. Ciò non solo per verificare la percorribilità di eventuali azioni di responsabilità da parte dei Comuni, ma con l’intento di approntare una vera e propria cabina di regia in grado di gestire analoghe future emergenze”.

audizionemaltempo3“L’eccezionalità dell’evento nevoso– ha incalzato Yuri Torri (Sel)- è nelle conseguenze. Enel parla di piano di manutenzione delle piante anche riguardo alla manutenzione di quelle fuori fascia, vale a dire quelle esterne all’area attigua alle linee elettriche, di competenza dei gestori. Rilevo che da parte di molti sindaci della montagna reggiana è stata segnalata la totale assenza di richieste da parte di Enel. Qual è la situazione esatta?”. Riguardo alla mancata comunicazione denunciata dai sindaci, “quali correttivi si stanno studiando? Passano, eventualmente, anche attraverso nuovi investimenti? Nel caso, quali? Quanto, infine, ai rimborsi, mi preme segnalare che la delibera dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, che differenzia i rimborsi secondo la consistenza demografica delle zone, è discriminatoria e iniqua”, chiude Torri.

“I danni subiti dai privati, cittadini e imprese, sono molto consistenti– ha scandito Giulia Gibertoni, capogruppo del M5s– e ritengo che la Regione debba valutare la costituzione di un tavolo negoziale al quale chiamare i gestori della rete elettrica e i rappresentanti delle multiutilities unitamente alle associazioni di categoria e dei consumatori al fine valutare criteri e ammontare di rimborsi e indennizzi. Va in questa direzione la risoluzione che il mio Gruppo presenta alla commissione, sulla quale ci dichiariamo aperti a contributi di idee e proposte”. Quanto ad Enel, “in una relazione interna si legge che le spese per la manutenzione della rete infrastrutturale sono molto elevate. Il dato è ambiguo: si investe molto in manutenzione per fare prevenzione o la rete è vetusta?”.

Ha fatto il punto sulla provincia di Parma la consigliera Barbara Lori (Pd): “Mi associo alle lamentazioni dei colleghi riguardo alle criticità evidenziate nella comunicazione tra Enel e sindaci. Mi preme segnalare che nel parmense sia da amministratori pubblici sia da privati è stata rappresentata l’esigenza di avere puntuali risposte circa lo stato di manutenzione della rete elettrica”.

“Un’integrazione all’intervento della mia capogruppo– ha affermato Andrea Bertani (M5s)– solo per focalizzare ulteriormente il problema della mancata comunicazione: esiste un call center di Enel dedicato ai sindaci e ai centri della protezione civile? Quanto alle linee elettriche, sono state rinforzate dopo il varo delle ultime norme in materia? E gli indennizzi cosiddetti automatici tengono conto delle ultime disposizioni di legge?”.

Ha chiuso Luca Sabattini (Pd) con una domanda diretta a Terna e ad Enel: “Esiste un programma di interramento delle linee elettriche aeree? Se sì, quali modalità e tempi prevede?”.

Ha iniziato il giro di risposte dei gestori, chiamati in causa dai consiglieri, Paolo Paternò, responsabile operativo per l’Emilia-Romagna e la Toscana di Terna Rete Italia: “Su alcune linee elettriche dell’alta tensione in zona dolomitica stiamo sperimentando una nuova tecnologia atta a ridurre lo spessore dei manicotti di ghiaccio. Così come stiamo studiando un sistema per scuotere i cavi al fine di scrollare gli accumuli. Se i risultati saranno apprezzabili, estenderemo l’uso di queste nuove tecnologie anche nel territorio appenninico dell’Emilia-Romagna. Per quanto riguarda la comunicazione tra noi e gli altri gestori, possiamo confermare che è avvenuta in modo eccellente”.

Gli ha fatto eco Gianluigi Fioriti, responsabile infrastrutture di Enel: “Un costante piano di investimenti rende la rete elettrica in questa regione un’eccellenza nazionale, tanto da costituire benchmark anche a livello internazionale. Le cabine telecontrollate di recente realizzazione sono una sorta di fiore all’occhiello. Anche la nostra società sta studiando nuove soluzione tecnologiche contro l’icing(formazione di ghiaccio) sui cavi. La nostra rete infrastrutturale è solida, come dimostra il dato della manutenzione: alla crescita della spesa per la prevenzione – ad esempio tramite il taglio delle piante e l’ispezione aerea dei cavi – ha fatto seguito la diminuzione consistente di guasti, dato che certifica la rete regionale come la prima in Italia per efficienza e qualità”. Riguardo ai problemi nelle comunicazioni con i sindaci, “i nostri numeri sensibili sono a disposizione dei centri operativi della Protezione civile e delle Prefetture, pertanto sono sempre a disposizione dei tavoli di unità di crisi. A emergenza conclamata abbiamo avuto più di mille contatti con Comuni, vale a dire sindaci e assessori, e i nostri numeri riservati hanno registrato oltre 1.200 chiamate in due giorni, oltre a un consistente flusso di email”. Rumoreggiano alcuni consiglieri, richiamando ad alta voce le tante segnalazioni a loro direttamente pervenute da sindaci e assessori che, affermano, smentirebbero la versione di Enel.

“Sul problema dei rimborsi– ha ripreso il manager di Enel– seguiremo alla lettera la normativa vigente e ci atterremo scrupolosamente al dettato dell’Autorità che dettaglia i criteri per l’indennizzo automatico”.

Eugenio Bertolini, direttore operativo Iren Emilia, ha ribadito la “buona comunicazione intrattenuta con le istituzioni locali del parmense” anche in piena emergenza, mentre Stefano Pelliconi, direttore Gas ed energia elettrica di Hera, ha attestato la solidità e il buon livello di manutenzione della rete infrastrutturale di competenza, rappresentati da due dati su tutti: “12 milioni di euro annui destinati alla manutenzione e 1,5 milioni impiegati per migliorie tecnologiche”.

Ha concluso l’audizione l’assessore Gazzolo, la quale, ribadendo l’assoluta eccezionalità degli eventi meteorologici, ha ribadito che la richiesta dello stato di emergenza, quando sarà approvata dal Governo, prevede rimborsi pari al 100% dei danni accertati dai Comuni: “La Regione– ha assicurato– sta con i sindaci, i cittadini e le imprese. In caso di class action, noi la sosterremo”.

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