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Presunti pedofili della Bassa, la Lega: “Piscologi, assistenti sociali e Ausl, chi ha sbagliato paghi”

“Piscologi, assistenti sociali e Ausl, chi ha sbagliato paghi”.  E’ la richiesta della Lega Nord in merito alla vicenda dei presunto pedofili della Bassa, che vent’anni fa tra Finale Emilia, Mirandola e San Felice ha portato lutti e separazioni familiari in nome di una inchiesta guidiziaria poi sontatapezzo per pezzo.

“Dove sono oggi gli operatori protagonisti dei gravissimi fatti? E’ doveroso rendere noto se assistenti sociali e psicologi che allontanarono tanti bambini dalle loro famiglie sono ancora alle dipendenze del servizio sanitario regionale e in che modo stanno operando. Chi ha sbagliato deve pagare: la Regione si costituisca parte civile nella causa intentata dai familiari”. Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione Emilia Romagna e Stefano Bargi, consigliere regionale Lega Nord  hanno depositato una interrogazione alla giunta regionale sulla tragica vicenda giudiziaria, rivelatasi poi un grave errore, che a partire dal 1997, indagò sulla presunta rete dei pedofili della Bassa modenese e sulle presunte violenze commesse ai danni di alcuni bambini.

“Come noto quasi venti bambini furono allontanati dalle loro famiglie, sospettate di violenze ed abusi e, poi, assolte in diversi gradi di giudizio”, spiega il capogruppo Alan Fabbri. ”Ora che la vicenda giudiziaria è conclusa e che la verità è venuta a galla, anche grazie all’incessante impegno di Antonella Diegoli, presidente Movimento per la vita di Finale Emilia, che si è battuta, nell’indifferenza generale, per anni” aggiunge il capogruppo, “riteniamo necessario sapere, e far sapere, ai cittadini, dove si trovano ora psicologi, assistenti sociali ed operatori, all’epoca protagonisti dei fatti: sono stati chiamati a rispondere dei loro errori e delle gravi sofferenze inflitte alle famiglie o ancora oggi sono a servizio del sistema sanitario regionale, liberi di agire senza controllo?”. Secondo il capogruppo “fare luce sul presente è fondamentale” considerato che “all’origine di questa grave vicenda sembrano esserci non solo gravi lacune, ma in alcuni casi anche interessi personali di soggetti coinvolti che gestivano i centri di accoglienza per i minori o che ricoprivano indebitamente doppi incarichi, (di giudici  o di operatori nel settore privato) risultando così economicamente coinvolti nella questione”, aggiunge Fabbri, annunciando di aver depositato un’interrogazione in merito a questo aspetto della vicenda.                              

 

Nei giorni scorsi alcuni degli ex imputati hanno deciso di citare in giudizio gli psicologi di allora e la stessa Ausl di Modena. “Riteniamo opportuno che la Regione Emilia Romagna prenda una posizione chiara sulla vicenda anche a monito per il futuro”, aggiunge Bargi “e proponiamo che l’ente si costituisca parte civile anche alla luce dell’ingente spreco di denaro pubblico che i fatti hanno comportato”.

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