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A 7 anni dal sisma la chiesa di Fabbrico riapre i battenti

da | Mag 16, 2019 | Altri Comuni | 0 commenti

FABBRICO (REGGIO EMILIA) Gravemente danneggiata e resa inagibile dalle scosse telluriche del 20 e 29 maggio 2012, la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta a Fabbrico riapre i battenti dopo un lungo e meticoloso intervento di consolidamento strutturale.

Sabato 18 maggio 2019 celebrazioni per la riapertura al culto:
ore 18 visite guidate ai lavori di restauro condotte dai progettisti
ore 19 solenne celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Alberto Nicelli

Il risultato per la Comunità di Fabbrico  – spiefa unanota dell’ ufficio diocesano – è la riscoperta di uno spazio di notevole qualità architettonica e di non comune pregio ornamentale. Al visitatore, la chiesa dona ora la piacevole sensazione di immergersi in un oceano di luce. Conseguenza dell’intervento di consolidamento post sisma 2012 è stato infatti anche il recupero delle antiche cromie delle superfici murarie di primo Settecento che hanno restituito al monumentale invaso l’archetipo effetto spaziale.
Sono stati necessari circa due anni di attento lavoro per ricucire le lesioni e gli squarci nella volta provocati dal sisma, rimuovendo anche imbarazzanti sovrastrutture cementizie realizzate in tempi relativamente recenti e rivelatisi particolarmente dannose, analogamente a quanto riscontrato nella basilica di Assisi qualche decennio fa.
I positivi risultati raggiunti, grazie alle risorse messe a disposizione dal commissario alla Ricostruzione, sono frutto di una feconda sinergia tra le istituzioni preposte: l’ufficio per i beni culturali della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, che ha operato in qualità di stazione appaltante, relazionandosi con l’Ufficio appositamente istituito dalla Regione Emilia Romagna per la oculata gestione delle risorse finanziare messe in campo e per la valutazione tecnica dei progetti. Tutt’altro che marginale il ruolo avuto in questo ambito dagli Organi periferici del Ministero per i Beni Culturali, in primis la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, chiamati a vigilare sulla qualità della progettazione e dell’esecuzione dei lavori a salvaguardia delle valenze materiali e storiche dei monumenti antichi.

Come sottolinea Cristina Ambrosini, Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, “i lavori sulla chiesa di s. Maria Assunta si sono presentati fin dall’inizio in tutta la loro complessità: una facciata non finita, lavorazioni strutturali articolate e un riordino pittorico importante e reso urgente delle lavorazioni strutturali. I professionisti hanno affrontato con molta serietà il compito di dare organicità alle varie fasi progettuali e lavorative, cercando di mantenere costantemente monitorato il susseguirsi delle operazioni. A questo va aggiunta una grande campagna di saggi stratigrafici che ha portato al rinvenimento di lacerti della precedente fase pittorica della chiesa; anche in questo caso i progettisti sono riusciti a integrare e far convivere armoniosamente i tanti volti di questo manufatto, creando atmosfere suggestive e morbide che non portano conflitti nella lettura degli apparati ma invitano alla comprensione del luogo e delle sue stratificazioni.

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