SAN PROSPERO SUL SECCHIA – Un pubblico da grandi eventi ha affollato, giovedì sera, l’auditorium di San Prospero dove si è svolto il faccia a faccia tra i due candidati sindaci. Si sono confrontati Sauro Borghi, primo cittadino uscente, dirigente d’azienda, e Bruno Fontana, poliziotto e sindacalista. Ha moderato l’incontro la direttrice del quotidiano Sul Panaro, Antonella Cardone.

I due candidati si sono confrontati su temi come sicurezza e ambiente, viabilità e sport, sociale e volontariato, presentando i loro programmi alla cittadinanza. Gli animi si sono scaldati su due temi, in particolare: Villa Tusini e le sale slot.

Borghi ha spiegato che su Villa Tusini, straordinario edificio circondato da un grande parco e un bosco, c’è “un bel progetto di 15 anni fa, condiviso da tutti. Nel 2013 eravamo in piena emergenza terremoto quando comprammo la struttura e il parco e il bosco da Arturo Zaccarelli che l’aveva precedentemente acquistati da Giuseppe Tusini. Andava trascritto il rogito, ma il segretario comunale non l’ha fatto. Non è colpa degli amministratori che non hanno controllato – rivendica il sindaco citando la polemica sul mancato immediato rogito di Villa Tusini – Il rogito è stato trascritto successivamente, ci è costato 99 mila euro. Io ho fatto un esposto alla Corte dei Conti per cercare di far recuperare ai cittadini quei 99 mila euro. E’ quindi partita l’indagine della Guardia di Finanza che ha detto che ho fatto bene a presentare l’esposto, altrimenti avrei corso il rischio di essere indagato anche io”.

Bruno Fontana ha detto: “Non ho capito su Villa Tusini che progetto c’è. Pare che vogliano farci il Fico della Bassa, ma Fico, il parco tematico alimentare che sta a Bologna, è in crisi, non è quindi un buon esempio da seguire. Ci è costato molto fino ad ora, un milione e 180 mila euro per comprarlo, pià di 105 mila euro per il nuovo atto. Sono stati stanziati altri 3 milioni di euro per rendere la villa agibile. Visto che ha tanti vincoli, ne serviranno almeno 5-6 di milioni per rimetterla a posto nel migliore dei modi. Insomma, stiamo parlando di un progetto da 10 milioni di euro”, ha spiegato Fontana, e ha aggiunto: “Con tutti gli errori fatti si sono allungati i tempi, come per palazzo Sole, per il quale sono stati accantonati – abbiamo fatto un accesso agli atti – altri 100 milioni di euro. Io se divento sindaco io farò di tutto per valorizzare Villa Tusini, deve diventare la piaza che la nostra cittadina non ha”.

Borghi ha poi ripreso la questione di palazzo Sole citata da Fontana per dire che fino ad ora è stato speso un milione e mezzo di euro. “E’ stato un investimento andato male”, ha ammesso.

 

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Altro tema dibattuto è stato quello che riguarda le slot machine e la lotta alla ludopatia. A San Prospero sono presenti, a pochi metri di distanza, due sale slot.Quando aprì la seconda, in paese ci furono malumori, con anche una fiaccolata di protesta.

Fontana ha osservato che con questa amministrazione guidata da Suaro Borghi “hanno aperto due sale slot a 150 metri l’una dall’altra: abbiamo la percentuale più alta di sale scommesse in tutta la Bassa. Quando ho saputo dell’apertura della seconda sala slot ho chiesto lumi al Questore. Lui mi ha detto che ha dato l’autorizzazione all’apertura perchè ha applicato la legge, e che è il sindaco ad avere gli strumenti per vietare l’apertura delle sale slot.
Io alla fiaccolata di protesta ci sono stato, ho sentito il sindaco che ha detto che le avrebbe chiuse, ma le sale slot sono entrambe ancora aperte. Il Comune non ha fatto il piano di previsione degli obiettivi sensibili, lo strumento per poi chiudere le sale slot. E’ quella la prima cosa da fare, e non è stata mai fatta.

Borghi ha detto che “C’è una delibera di Consiglio comunale per individuare i punti sensibili. Se uno vuole aprire una sala slot, non deve chiedere il permesso al Comune. Il permesso lo dà il Questore. Ora non può farli chiudere il sindaco, ma c’è un percorso aperto, i Vigili Urbani fanno continui controlli e gli orari di apertura sono contingentati”.