Amministrative Bastiglia
20 maggio 2012 – 20 maggio 2026, 14 anni fa il terremoto che colpì la Bassa: il ricordo dell’ex sindaco di Mirandola, Maino Benatti
MIRANDOLA – A 14 anni dalla prima ondata di scosse che diede il via al lungo terremoto che dal 20 fino al 29 maggio 2012 ha messo in ginocchio la Bassa modenese, con un bilancio di 28 morti, 300 feriti, 45mila persone sfollate e circa 13 miliardi di euro di danni, riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’ex sindaco di Mirandola, Maino Benatti:
“Dal 20 maggio 2012 sono passati 14 anni. Quel giorno, alle prime ore del mattino, un terremoto di magnitudo 5.9 colpì buona parte della nostra regione ed ebbe come epicentro le terre di Mirandola e dell’Area Nord. Oggi, è l’occasione per ricordare le vittime, i feriti, le famiglie danneggiate e sconvolte, il tremendo disastro abbattutosi su case, aziende, servizi, edifici storici. Non possiamo dimenticare chi, in quel frangente difficile, è venuto ad aiutarci, come i volontari arrivati da tutto il Paese e il sistema di protezione civile che si attivò sin dalle prime ore. Un ricordo speciale va alle donne e agli uomini delle colonne provenienti dal Friuli che arrivarono a Mirandola già nelle prime ore del pomeriggio. Proprio qualche giorno fa si è ricordato il 50° anniversario del terremoto in Friuli. Fu quello il momento in cui, nel dramma di quel terremoto, si misero le basi per un sistema di Protezione civile nazionale stabile ed integrato. E’ importante infine ricordare, ed esserne orgogliosi, la capacità di rialzarsi e di rinascita delle nostre popolazioni, delle nostre aziende, delle nostre Istituzioni.
Fu un grande esempio di senso civico e di resilienza di cui andare fieri e da non dimenticare mai. A Mirandola, dopo la ricostruzione delle case, delle aziende, delle scuole e la riattivazione di tanti servizi, l’impegno fu quello di progettare e dare il via ai lavori di ricostruzione degli edifici pubblici storici danneggiati. Ad oggi sono rinati la Biblioteca in Piazza Garibaldi e il Municipio in Piazza Costituente. Altre strutture pubbliche nel centro storico devono ancora rinascere: il Castello dei Pico, il Teatro, l’ex GIL, la chiesa del Gesù, la chiesa di San Francesco, gli edifici comunali in via Montanari, l’ex palazzo del Demanio in via Pico/ Piazza Conciliazione, l’ex convento dei Francescani e altre ancora. E di questo ritardo la città sta soffrendo fortemente. Mirandola e l’Area nord non si sono riprese del tutto da quel tragico colpo e a quei problemi di ricostruzione si sommano altri rischi incombenti: alcuni segnali di crisi del distretto biomedicale, i centri storici che non riprendono, il permanere di una cronica mancanza di infrastrutture moderne di mobilità, l’impoverimento dei servizi, l’isolamento e l’irrilevanza politico-istituzionale, l’incapacità a definire, partendo dagli interessi di questo territorio, una precisa prospettiva futura di sviluppo di quest’area in un contesto regionale e più generale. Sono passati 14 anni da quella tragica giornata, che poi fu seguita, a nove giorni di distanza, da un’altra scossa altrettanto potente e distruttiva, e la memoria collettiva è sempre più fievole ad ogni anno che passa ed è invece importante ricordare quel momento straordinario (non ordinario) della nostra storia. Per questo Auser e Croce Blu hanno promosso e proposto alla Regione, che ha approvato, l’istituzione di un Festival della Protezione civile come momento di ricordo ma soprattutto di studio, di confronto, di incontro perché quella esperienza drammatica possa essere punto di partenza per costruire una cultura della sicurezza, per rafforzare il senso civico, per promuovere il volontariato, atteggiamenti fondamentali per migliorare la qualità della vita e la serenità delle nostre comunità”.






































