Amministrative Bastiglia
Aimag, i sindaci replicano al Comitato: “Nessun silenzio, stiamo lavorando per difendere territorio e servizi”
CARPI, MIRANDOLA E DINTORNI– Dopo l’affondo pubblico del Comitato “Aimag per il Territorio”, che nei giorni scorsi aveva accusato sindaci e vertici della multiutility di immobilismo dopo la doppia bocciatura delle Corti dei Conti all’operazione Aimag-Hera, arriva ora la replica ufficiale dei primi cittadini dei 21 Comuni soci.
Una risposta compatta, firmata congiuntamente da tutti i sindaci del territorio coinvolto, che punta a respingere l’accusa di inattività e mancanza di trasparenza rilanciata durante l’assemblea pubblica organizzata a Carpi dal Comitato.
Lo scontro si inserisce in una fase particolarmente delicata per il futuro della multiutility modenese. Sul tavolo ci sono il rinnovo del Patto di sindacato, la ridefinizione degli assetti societari, il futuro delle concessioni pubbliche e la necessità di affrontare nuovi investimenti in un quadro normativo profondamente cambiato.
Nei giorni scorsi il Comitato aveva parlato apertamente di «sette mesi di silenzio» dopo la doppia bocciatura delle magistrature contabili, sostenendo che da allora non vi sarebbe stato «nessun vero dibattito pubblico, nessuna spiegazione ai cittadini, nessun passo indietro e nemmeno un piano industriale alternativo». Secondo il Comitato, gli unici ad aver riacceso il confronto sarebbero stati proprio i cittadini.
Una ricostruzione che i sindaci contestano apertamente.
«Leggiamo con rispetto le richieste avanzate dal Comitato, perché quando cittadini e comunità si interessano al futuro di Aimag è sempre un fatto positivo – scrivono i primi cittadini –. Proprio per questo riteniamo importante riportare il confronto dentro un quadro di merito e di realtà».
Nel documento, i sindaci rivendicano il lavoro svolto in questi mesi all’interno delle amministrazioni comunali, sottolineando la complessità di un percorso che coinvolge 21 municipalità, ciascuna con le proprie strutture tecniche, segretari comunali e organi politici.
«Questo significa assumersi responsabilità, confrontarsi, discutere e costruire sintesi istituzionali nell’interesse del territorio. E questa si chiama democrazia», affermano.
Uno dei punti centrali della replica riguarda proprio il Patto di sindacato, indicato dal Comitato come priorità assoluta per ristabilire il requisito del controllo pubblico congiunto richiesto dalla Corte dei Conti.
Secondo i sindaci, la questione non sarebbe mai stata sottovalutata. «Che il Patto di Sindacato fosse una priorità è sempre stato chiaro ed è stato ribadito pubblicamente in ogni sede», spiegano, evidenziando come si sia scelto di lavorare «con serietà» per arrivare a un documento condiviso, attraverso un percorso definito «complesso» e che richiede «equilibrio, responsabilità e tempi adeguati».
Nel comunicato – sottoscritto da
Tania Meschiari, sindaca di Bomporto
Viviana Bertazzoni, sindaca di Borgo Carbonara
Alberto Borsari, sindaco di Borgo Mantovano
Daniela Tebasti, sindaca di Campogalliano
Monja Zaniboni, sindaca di Camposanto
Riccardo Righi, sindaco di Carpi,
Marika Menozzi, sindaca di Concordia S/S
Alberto Calciolari, sindaco di Medolla
Letizia Budri, sindaca di Mirandola
Claudio Bavutti, sindaco di Moglia
Enrico Diacci, sindaco di Novi di Modena
Fabio Zacchi, sindaco di Poggiorusco
Gloriana Dall’Oglio, sindaca di Quistello
Michele Goldoni, sindaco di San Felice sul Panaro
Auro Codifava, sindaco di S. Giacomo delle Segnate
Angela Zibordi, sindaca di S. Giovanni del Dosso
Veronica Morselli, sindaca di San Possidonio
Caterina Bagni, sindaca di Soliera –
emerge anche un altro elemento politico e strategico: il tentativo di verificare ogni possibile soluzione per salvaguardare il controllo territoriale sui servizi, compresa la possibilità di mantenere un ambito dedicato al servizio idrico integrato.
Un’ipotesi che, spiegano i sindaci, sarebbe stata approfondita attraverso richieste di pareri alle autorità competenti, ricevendo però «risposte formali che escludono la possibilità di mantenere un sub-ambito provinciale autonomo».
Di fatto, i primi cittadini riconoscono che il quadro normativo e regolatorio è profondamente cambiato e che Aimag dovrà necessariamente affrontare una nuova fase.
«L’attuale sub-ambito relativo alla concessione del servizio idrico integrato non esisterà più – scrivono – e ignorare queste trasformazioni significherebbe mettere a rischio il patrimonio costruito nel tempo».
Parole che sembrano segnare anche una presa d’atto delle difficoltà future e della necessità di ridefinire il ruolo della multiutility in un contesto sempre più complesso, caratterizzato da grandi fabbisogni di investimento e dal riassetto delle concessioni.
I sindaci respingono inoltre l’accusa di scarsa trasparenza, ricordando che non sarebbero mancati incontri né con il Comitato né con sindacati e lavoratori. E spiegano anche perché, fino a oggi, non sia stato organizzato un confronto pubblico più ampio.
«Organizzare dibattiti pubblici o conferenze stampa senza avere ancora un quadro completo e definito rischierebbe soltanto di generare ulteriore confusione su temi delicati», sostengono, rivendicando la necessità di procedere con «chiarezza, serietà e senso di responsabilità».
Resta però evidente la distanza politica e culturale tra le due visioni emerse in queste settimane.
Da una parte il Comitato “Aimag per il Territorio”, che teme una progressiva perdita del controllo pubblico e un’eccessiva influenza di Hera nelle scelte strategiche della società. Dall’altra i sindaci, che insistono sulla necessità di affrontare con pragmatismo le trasformazioni normative e industriali in corso, salvaguardando servizi, tariffe, occupazione e investimenti.
Uno scontro che, dopo mesi di apparente immobilismo, riporta il futuro di Aimag al centro del dibattito politico dell’Area Nord modenese. E che probabilmente accompagnerà anche le prossime scadenze decisive: l’approvazione del nuovo Patto di sindacato, il bilancio e il rinnovo del Consiglio di amministrazione della multiutility.






































