​Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia-Romagna traccia una linea netta sulla certezza dei tempi per le autorizzazioni ambientali. Con una recente pronuncia, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dalla società Cubico Modena S.r.l., contestando l’inerzia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell’iter per la realizzazione di un impianto agrivoltaico da 35,7 MW nel territorio comunale di San Felice.

​Il nodo dei tempi della valutazione di impatto ambientale

​La vicenda ha preso il via nell’agosto del 2024 con la presentazione dell’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per un progetto considerato strategico nell’ambito del PNRR. Terminato il periodo di consultazione pubblica ad ottobre dello stesso anno, la procedura è rimasta in una fase di stallo: nessuna bozza di provvedimento predisposta dalla Commissione tecnica PNRR-PNIEC e nessuna decisione finale assunta dal Ministero.

​Rifacendosi agli articoli 24 e 25 del D.Lgs. 152/2006 e alla normativa europea volta ad accelerare la transizione ecologica, il Tar ha ribadito il carattere perentorio dei termini procedimentali: 30 giorni dalla consultazione pubblica per lo schema di Via e un massimo di 130 giorni complessivi dalla pubblicazione degli atti.

​Sessanta giorni per chiudere l’iter o scatta il commissariamento

​La sentenza evidenzia come il silenzio dell’amministrazione violi i principi di buon andamento, trasparenza e correttezza sanciti dalla legge 241/1990 e dall’articolo 97 della Costituzione, ricordando che gli enti pubblici hanno l’obbligo di concludere i procedimenti con un atto espresso, indipendentemente dall’esito.

​Di conseguenza, il Tar ha assegnato al MASE 60 giorni di tempo dalla notifica della sentenza per definire la pratica. In caso di ulteriore mancata risposta, subentrerà un commissario ad acta, individuato nella figura del Direttore Generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero o in un suo delegato.

​Il pronunciamento rappresenta un segnale rilevante per l’intero comparto delle energie rinnovabili, spesso penalizzato dai ritardi burocratici nell’avvio dei cantieri.