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Buon compleanno Radio Pico, da 50 anni la musica di Mirandola sempre on air con gentilezza, eleganza e gioia di vivere – L’INTERVISTA



«Erano radio “pirata” – racconta Vittorio Cavallini, tra i fondatori – si trasmetteva in una situazione di illegalità. Eravamo delle mosche bianche: non sapevamo nulla, se non il piacere di regalare musica, di mandare in onda quello che piaceva a noi».
Gli inizi furono segnati dalla sperimentazione. I programmi erano spesso dedicati a singoli generi musicali – rock, disco, funky – e avevano una durata limitata. «Era quasi come fare scuola – ricorda Cavallini – trasmissioni da principianti, al massimo di due ore».
Fin da subito, però, emerge un elemento che diventerà centrale: il rapporto diretto con gli ascoltatori. Le dediche ne sono un simbolo. «La gente telefonava allo 0535 22414 – numero ancora attivo oggi – per chiedere una canzone da dedicare. Oppure scriveva cartoline che venivano lette in diretta». Una tradizione che continua ancora oggi con programmi come “Pico Friends”.
Negli anni Settanta, Mirandola era un punto di riferimento per questo fenomeno, con tre emittenti attive: Radio Pico, Radio Centro Mirandola e Radio Meeting. «Non erano realtà politiche o politicizzate – sottolinea Cavallini – eravamo tutti giovanissimi, con la voglia di fare qualcosa di nuovo».
Da quell’esperienza pionieristica, Radio Pico ha costruito una crescita costante. Oggi trasmette in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, mantenendo un’identità ben riconoscibile: una radio di compagnia, capace di parlare a un pubblico ampio senza rinunciare a uno stile misurato.



Da snx, Giacomo Borghi, Vittorio Cavallini, Claudio Reggiani
«La nostra forza è sempre stata la stessa: divertire e divertirsi – spiega Cavallini – con spensieratezza e gioia di vivere, ma anche con attenzione ai contenuti. Partiamo da una notizia, ma puntiamo a un intrattenimento raffinato, senza mai cadere nel volgare». Una scelta editoriale che si distingue da alcune trasmissioni più aggressive del panorama nazionale.
Nel tempo, l’emittente è cresciuta insieme al territorio, sviluppando una rete che va oltre la radio. Sotto la guida del presidente Alberto Nicolini, si è formato un gruppo di circa quaranta professionisti e, con la società collegata RPM Media, l’attività si è estesa all’ufficio stampa, agli eventi e alla comunicazione.
Parallelamente, Radio Pico ha affrontato il cambiamento tecnologico: dalla FM al DAB, fino alle piattaforme digitali, alle app e agli smart speaker. Un’evoluzione necessaria per restare in sintonia con le abitudini del pubblico.
E la radio continua ad avere un ruolo preciso nella quotidianità. «Non è vero che il video ha ucciso la radio – osserva Cavallini – la radio fa immaginare, lascia spazio alla mente». Oggi si ascolta soprattutto in auto, ma anche in palestra, nei locali, nei luoghi di lavoro: un sottofondo costante della vita quotidiana.
Il 2026 segna i cinquant’anni dell’emittente. Un traguardo celebrato coinvolgendo direttamente gli ascoltatori, attraverso messaggi, ricordi e testimonianze raccolti nelle settimane precedenti.
Il cuore delle celebrazioni è la giornata del 26 aprile, con una lunga diretta speciale che coinvolge tutte le voci della radio:
dalle 7 alle 10 Giacomo con Francesca, dalle 10 alle 13 Claudio Reggiani con Visentini, dalle 13 alle 16 Peter e Stefano, dalle 16 alle 19 Vittorio Cavallini con Monia, fino alle 22 con Greta Bortolotti.
«Alle 19 brinderemo in studio – conclude Cavallini – poi festeggeremo in piazza anche con gli ascoltatori di Mantova, Verona e Modena, con eventi estivi. E sono in riserbo sorprese dove tutto è nato: è tutto in costruzione».
Il claim scelto per l’anniversario, “La nostra storia siete voi”, riassume il senso di questo percorso: una radio che, a distanza di mezzo secolo, continua a crescere restando profondamente legata al proprio territorio e al suo pubblico.



La torre di Radio Pico illuminata a Mirandola






































