Amministrative Bastiglia
Disvetro, San Biagio e Villafranca, attesa infinita per la ricostruzione delle chiese
Con un recente articolo avevamo cercato di fare chiarezza sulla ricostruzione di alcune chiese nella Bassa modenese. In particolare, gli interventi sulle strutture di San Biagio in Padule, Disvetro e Villafranca vanno particolarmente a rilento. Da precisare che questi tre luoghi di culto sono di competenza della Diocesi di Modena, ma la loro ricostruzione da anni è in mano all’ex Segretariato del Ministero della Cultura. Sì, “ex”, perché oggi questo ente non esiste più e gli incartamenti sono passati all’Ente Città Metropolitana di Bologna. Anche se, quando proviamo a contattarli, i numeri di telefono che rispondono coincidono con i contatti presenti sul sito della sezione regionale del Ministero dei Beni Culturali. Vi sentite confusi? Tranquilli, non siete gli unici.
Per fortuna la Regione Emilia-Romagna ci aiuta chiarire i punti fermi intorno alle chiesette. Quella di San Biagio gode di uno stanziamento di 4,4 milioni di euro destinati al suo ripristino (decreto Franceschini del 2016). Ulteriori 632mila euro sono stati stanziati per opere provvisionali. Il progetto esecutivo è stato presentato il 25 settembre 2024 e valutato in Commissione Congiunta quasi tre mesi dopo. A febbraio 2025 è stata protocollata la comunicazione alla Soprintendenza, ma da allora non risultano passi in avanti sulla chiesa di San Biagio.
Va un po’ meglio con la chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Villafranca: le ultime nuove risalgono allo scorso ottobre, quando il progetto di fattibilità tecnica ed economica ha ricevuto il via dalla Commissione Congiunta. Il prossimo passaggio sarà la valutazione del progetto esecutivo, che però non è ancora stato trasmesso. Considerando che trascorrono mediamente 4 o 5 mesi tra le comunicazioni tra Commissione Congiunta e Soprintendenza, possiamo essere fiduciosi che il prossimo passo sia imminente (forse). 7,1 i milioni stanziati per questa chiesa, sempre per decreto Franceschini, più 423mila euro per opere provvisionali.
Situazione simile per la chiesa di Disvetro: tra comunicazioni e integrazioni, è da ottobre 2023 che prosegue il “ping-pong” tra la Commissione Congiunta e la Soprintendenza. Anche in questo caso, il progetto di fattibilità ha ottenuto esito favorevole e il prossimo passaggio sarà la presentazione del progetto esecutivo. C’è un piccolo problema: è passato più di un anno e mezzo (settembre 2024) dall’esito favorevole della Commissione e da allora non risultano novità. Intanto le opere provvisionali sulla struttura sono costate 708mila euro e 6,4 milioni sono stati stanziati per la sua ricostruzione.
Il punto sulla ricostruzione del patrimonio ecclesiastico a Concordia, Novi, Carpi e Mirandola
Dopo aver ricostruito il quadro della situazione rimangono un paio di dubbi. Considerando i tempi geologici della burocrazia, i milioni stanziati per ricostruire questi monumenti, le spese energetiche che le chiese storiche richiederanno quando saranno ricostruite, il fatto che da anni i fedeli celebrano i riti in edifici nuovi e infine considerando anche l’umore di molti residenti, che chiaramente risultano un po’ sfiduciati rispetto a questa ricostruzione, la domanda è: vale davvero la pena riedificare questi monumenti? Forse c’è una debole luce in fondo al tunnel. Il 30 giugno è previsto che l’Ufficio Tecnico dell’Arcidiocesi incontri la Regione e metta la questione sul tavolo. Vedremo se servirà a smuovere le acque.
Sotto: la chiesa di Villafranca
Nella foto qui sotto: la chiesa di Disvetro
Nella foto sotto: la chiesa di San Biagio in Padule








































