Amministrative Bastiglia
Carpi e comunità islamica, Patto per il Nord: “Rischio di perdere la nostra identità: basta ipocrisie, servono regole e rispetto”
CARPI – Nota stampa di Riad Ghelfi, segretario regionale “Patto per il Nord Emilia”, e Livio Degliesposti, segretario provinciale “Patto per il Nord Modena”:
“Le immagini e le testimonianze emerse in questi giorni su quanto sta accadendo a Carpi non possono essere ignorate né minimizzate. Non siamo di fronte a semplici episodi isolati, ma al segnale evidente di un problema più profondo: la progressiva perdita di identità dei nostri territori. Da troppo tempo l’Italia e specialmente il Nord sono diventati un luogo dove chi arriva pensa di poter imporre le proprie regole, la propria cultura e persino la propria visione della società, spesso in aperto contrasto con i nostri valori, le nostre tradizioni e la nostra storia. Questo è il risultato di anni di politiche sbagliate. Da un lato, un Governo che continua a consentire ingressi senza una reale strategia, senza pretendere integrazione, senza imporre con chiarezza il rispetto delle leggi e della cultura italiana. Dall’altro, una Regione guidata dalla sinistra che per anni ha promosso un modello ideologico fatto di buonismo e slogan – “accogliere sempre e comunque” – senza mai porsi il problema delle conseguenze sui territori e sulle comunità locali.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: quartieri che diventano sempre più chiusi, comunità parallele che non si integrano e un senso crescente di smarrimento tra i cittadini italiani, che vedono le proprie radici messe da parte. Noi di Patto per il Nord non accettiamo questa deriva. L’integrazione non significa cancellare la nostra identità, ma pretendere che chi arriva rispetti le regole, la cultura e i valori del Paese che lo accoglie. Non esistono scorciatoie: o si costruisce una convivenza basata su regole chiare e condivise, oppure si creano inevitabilmente tensioni sociali e culturali. Oggi assistiamo a uno scontro evidente: da una parte comunità forti della propria identità, dall’altra un’Italia che, anche per responsabilità della sinistra, ha progressivamente smesso di difendere le proprie radici, a partire da quelle cristiane che sono il fondamento della nostra civiltà. È arrivato il momento di invertire la rotta. Servono politiche serie, coraggiose e concrete:– stop all’immigrazione senza controllo– rispetto rigoroso delle leggi italiane– difesa dell’identità culturale e dei valori del nostro territorio– fine del modello dei ghetti e delle comunità isolateChi sceglie di vivere in Italia deve farlo rispettando l’Italia. Noi continueremo a batterci per questo, senza ambiguità e senza paura, perché difendere la propria identità non è estremismo: è buon senso”.
LEGGI ANCHE:






































