Amministrative Bastiglia
Follia nelle strade e servizi pubblici sotto pressione, UIL FP: “Servono subito investimenti sul personale, sicurezza e una rete socio-sanitaria realmente adeguata”
MODENA – La nota di UIL FP Modena Reggio Emilia dopo l’attentato di Modena.
La cronaca di questi giorni restituisce l’immagine di una comunità profondamente scossa da una drammatica escalation di eventi. Alla spaventosa tragedia avvenuta in via Emilia si è aggiunto, a distanza di appena quarantotto ore, il gravissimo episodio nel cuore del centro storico, dove un mezzo pesante lanciato ad alta velocità ha abbattuto pilastri e ponteggi, rischiando di travolgere cittadini e operatori presenti nell’area.
Di fronte a questa sequenza di follia, la UIL FP Modena Reggio Emilia esprime vicinanza alla cittadinanza, cordoglio alle vittime e piena solidarietà alle famiglie coinvolte.
Nel mezzo del caos e della paura, si è attivata con straordinaria tempestività la macchina dei soccorsi. La UIL FP desidera esprimere il più profondo ringraziamento a tutto il personale della rete dell’emergenza-urgenza territoriale, ospedaliera ed extraospedaliera, che ha operato con professionalità, umanità, lucidità e grande senso del dovere.
Dagli operatori delle centrali operative agli equipaggi delle ambulanze, dall’elisoccorso ai professionisti dei Pronto Soccorso e delle rianimazioni della provincia e dell’area metropolitana di Bologna, tutti hanno affrontato momenti di estrema criticità garantendo assistenza immediata e coordinamento efficace anche in presenza di numerosi codici rossi contemporanei.
Parliamo di lavoratrici e lavoratori che intervengono ogni giorno senza conoscere fino in fondo i rischi che li attendono, dimostrando capacità operative e umane che spesso fanno la differenza tra la vita e la morte. Professionisti che troppo spesso vengono ricordati soltanto nelle ore delle emergenze, mentre il loro valore si costruisce quotidianamente attraverso turni massacranti, carenze di personale e sacrifici continui.
Un ringraziamento particolare va inoltre alla Polizia Locale e a tutte le forze impegnate nella gestione della sicurezza urbana, intervenute con rapidità. Donne e uomini che operano quotidianamente in un contesto sempre più complesso e difficile, garantendo presidio del territorio, tutela della cittadinanza e supporto operativo in situazioni ad alto rischio.
Questi episodi dimostrano con chiarezza che non siamo di fronte soltanto a problemi di ordine pubblico. Emergono invece segnali evidenti di un disagio sociale profondo e trasversale che attraversa la nostra comunità: isolamento, perdita di legami significativi, fragilità relazionali, solitudine, marginalità sociale, dipendenze e crescente sofferenza psichica, soprattutto tra i più giovani.
In questo contesto appare evidente il progressivo indebolimento della rete territoriale della salute mentale e dei servizi sociali. I Centri di Salute Mentale, che dovrebbero rappresentare il punto di incontro tra cura clinica e integrazione sociale, continuano a subire carenze croniche di personale e di risorse.
Infermieri, medici, educatori professionali, terapisti della riabilitazione psichiatrica e operatori territoriali lavorano ogni giorno in condizioni estremamente difficili, spesso senza strumenti e tempi adeguati a costruire percorsi riabilitativi efficaci e continuativi. A fronte di un aumento costante delle richieste di presa in carico, il numero degli operatori resta insufficiente perché ridotti all’osso da tagli lineari e carenze croniche di organico, con il rischio concreto di non riuscire a garantire risposte adeguate ai bisogni delle persone e delle famiglie.
La gestione del disagio mentale non può essere lasciata esclusivamente ai servizi sanitari. È indispensabile una reale integrazione con i servizi sociali territoriali, anch’essi oggi fortemente sotto pressione, con personale insufficiente e difficoltà crescenti nella gestione dei casi sociali complessi, delle emergenze familiari e delle fragilità giovanili.
A tutto questo si aggiunge una grave carenza di strutture dedicate alla gestione e al ricovero dei casi psichiatrici complessi, sia adulti sia minorili. Mancano posti letto, comunità terapeutiche, strutture intermedie e percorsi specifici per adolescenti e giovani adulti con disagio psichico. Una situazione che finisce inevitabilmente per scaricare il peso dell’emergenza sui Pronto Soccorso,sui Centri di Salute Mentale, sui reparti ospedalieri e sulle stesse forze impegnate nella sicurezza pubblica.
Le conseguenze di questo progressivo impoverimento della rete territoriale si riflettono quotidianamente anche nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) già cronicamente sovraffollati e privi di posti letto sufficienti e nei Pronto Soccorso, dove il personale sanitario si trova a gestire sovraffollamento, tensioni continue e un crescente numero di aggressioni e violenze, trasformato nel paracolpi della frustrazione di un tessuto sociale che si sta sfilacciando.
La UIL FP Modena Reggio Emilia ribadisce inoltre con forza che un singolo episodio, imprevedibile e non riconducibile a un percorso clinico attivo, non può delegittimare l’intero sistema della Salute Mentale Modenese.
In queste ore circolano ricostruzioni sommarie e letture affrettate che alimentano una narrazione distorta. Ci auguriamo che non si punti il dito contro gli operatori, senza conoscere la complessità dei percorsi clinici, perché significherebbe colpire ingiustamente professionisti che operano ogni giorno in condizioni difficili e con organici in sofferenza; lavoratori che, spesso lontano dai riflettori, prevengono crisi, sostengono famiglie e garantiscono la continuità assistenziale a migliaia di persone.
Per questo la UIL FP chiede con urgenza:
lo sblocco immediato delle assunzioni nei Centri di Salute Mentale, nei reparti psichiatrici, nei servizi territoriali e nell’emergenza-urgenza;
il rafforzamento dei servizi sociali territoriali;
l’aumento dei posti letto e delle strutture dedicate alla salute mentale adulta e giovanile;
investimenti concreti in comunità terapeutiche e strutture intermedie;
maggiori tutele e presidi di sicurezza per il personale sanitario e socio-sanitario.
“I professionisti della sanità, dei servizi sociali e dell’emergenza stanno reggendo un sistema sempre più fragile grazie esclusivamente al loro senso di responsabilità – dichiara la UIL FP Modena Reggio Emilia –Proteggere questi lavoratori significa proteggere la tenuta stessa della nostra comunità. E chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di garantire il personale nei servizi sanitari e sociosanitari”.







































