MODENA – Una testimonianza raccolta dagli investigatori potrebbe gettare una nuova ombra sui fatti di Modena dello scorso 16 maggio, quando Salim El Koudri piombò con l’auto sulla folla causando diversi feriti.

E’ quanto riporta Il Giornale che ha intervistato il testimone.

“Venerdì sera, poche ore prima che accadesse il fatto – ricorda il testimone – camminavo sotto i portici e sono passata davanti ad un negozio gestito da pakistani. Il più anziano era completamente voltato di spalle, guardava il muro per nascondersi e non farsi riconoscere. L’altro invece era più giovane, sulla trentina, capelli lisci con un ciuffo e giubbotto beige. Parlava ad alta voce, in modo concitato, nervoso ed eccitato. Incrociando il mio passaggio, ha detto: Mi pagheranno bene, anzi benissimo. Più di 40.000 euro. E lo vedrete! Ero sbigottita. Subito l’uomo girato di spalle gli hanno detto di parlare piano. Il giorno dopo, l’auto di Salim El Koudri piomba sulla folla. Allora ho collegato tutto. Dopo l’accaduto, sono andata in Questura a raccontare cove avevo sentito”. 

A riprendere la notizia è anche il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli, che in un post scrive: “Una testimonianza che sarebbe stata raccolta dagli investigatori e che aggiungerebbe oggi nuovi interrogativi inquietanti sulla vicenda di Modena.

Se confermata, non saremmo più soltanto davanti al gesto improvviso di “un folle isolato”, come qualcuno ha frettolosamente raccontato nelle prime ore.
Perché una domanda resta: non c’è davvero premeditazione in chi esce di casa con un coltello e si lancia deliberatamente sulla folla?
E poi ce n’è un’altra, altrettanto legittima: la difesa viene è stata assunta non da un avvocato d’ufficio o di famiglia ma da un legale già impegnato in procedimenti legati al terrorismo e vicino ad ambienti pubblicamente associati a Francesca Albanese. Perché?
Infine: a cosa sarebbero stati destinati quei presunti 40 mila euro evocati nella testimonianza?
In uno Stato serio, fare domande non significa emettere sentenze ma cercare la verità fino in fondo, senza paura e senza narrazioni comode”.