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Tentata strage a Modena, Coop sociali pronte a fare la propria parte per migliorare la cura del disagio mentale
MODENA – «Gli operatori delle nostre cooperative sociali sono specialisti nella cura delle relazioni. Siamo convinti che possano svolgere quel lavoro di “sentinelle” delle situazioni potenzialmente “border line” auspicato dalla vicesindaca Francesca Maletti».
Lo afferma il vicepresidente di Confcooperative Terre d’Emilia Ireneo Maruccia (eletto nei giorni scorsi presidente della cooperativa sociale Casa della Gioia e del Sole di Modena) commentando la proposta dell’assessore alla sanità: «Servono educatori e volontari per intercettare il disagio mentale», ha detto Maletti.
«La cooperazione sociale è in prima linea da molti anni nella cura del disagio mentale, con interventi e servizi rivolti a diverse tipologie di utenza – ricorda Maruccia –
Accanto a strutture residenziali e appartamenti protetti per persone con patologie psichiatriche, sono operativi centri diurni sia per adulti che per minori.
Sono numerosi anche i servizi territoriali che si intrecciano con il disagio psichico: dai servizi di assistenza domiciliare, alle attività socio-assistenziali ed educative per minori. Si pensi ad autismo, disturbi dell’apprendimento e ogni altra situazione in carico alla neuropsichiatria.
La passione e professionalità dei nostri operatori, però, oggi non bastano più – avverte Maruccia – Vediamo sempre più spesso quanto siano prioritari il contrasto e la prevenzione della solitudine, un’emergenza che va affrontata con il coinvolgimento di tutti gli attori pubblici e privati impegnati nel sociale».
Per questo Confcooperative Terre d’Emilia accoglie con favore l’avvio di una verifica dei servizi della salute mentale a livello provinciale. Gli “stati generali” possono rappresentare una grande opportunità per riportare al centro dell’attenzione il disagio psichico che oggi sta esplodendo, manifestandosi in forme molto diverse dal passato.
Maruccia aggiunge che la cooperazione sociale è fondamentale anche nell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, dai percorsi occupazionali terapeutici fino alla possibilità di un lavoro stabile all’interno delle stesse cooperative o aziende del territorio.
«Attualmente tra Modena e provincia sono oltre 600 gli occupati con svantaggio sociale – sottolinea il vicepresidente di Confcooperative Terre d’Emilia –
È un’esperienza rilevante anche dal punto di vista economico: una recente indagine ha calcolato che per ogni euro investito, il valore complessivo generato dalle cooperative analizzate è pari a 1,72 euro, tenendo conto degli effetti sui lavoratori, famiglie, pubblica amministrazione e territorio», conclude Ireneo Maruccia.







































