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La principessa Kate a Reggio Emilia: visita top secret per scoprire il celebre modello educativo reggiano
REGGIO EMILIA – È ancora tutto avvolto dal massimo riserbo, ma in città cresce l’attesa per la visita della principessa Kate, annunciata a sorpresa da Kensington Palace. Nessuna conferma ufficiale su luoghi e itinerari, ma appare molto probabile che la principessa del Galles, durante la sua permanenza reggiana, visiterà diverse scuole del territorio.
Al centro della missione c’è infatti il “Reggio Emilia Approach”, il modello educativo per l’infanzia dai 0 ai 6 anni nato nel dopoguerra grazie al pedagogista reggiano Loris Malaguzzi e oggi riconosciuto e studiato a livello internazionale. Un metodo che considera il bambino protagonista attivo del proprio percorso di crescita, portatore di diritti e dotato di “cento linguaggi” espressivi, comunicativi e cognitivi. Alla base dell’approccio ci sono la pedagogia relazionale, la documentazione educativa e il coinvolgimento delle famiglie.
Dal Comune, per ora, non trapelano dettagli sul programma della visita. Il sindaco Marco Massari parla però di “un riconoscimento importante per il nostro sistema educativo e per la città”.
“Si tratta della prima visita all’estero della principessa dopo alcuni anni – sottolinea Massari – e sarà un onore raccontare la nascita e la pratica di questa esperienza educativa, confermando come investire nell’educazione e nella prima infanzia continui a raccogliere attenzione e consenso a livello internazionale”.
Il primo cittadino ha poi ricordato le figure simbolo del progetto pedagogico reggiano: “È inevitabile pensare a Loris Malaguzzi, fondatore e guida illuminata di questo percorso, e a Carla Rinaldi, che ha portato questa esperienza nel mondo e che ci ha lasciati un anno fa”.
Anche l’assessora alle Politiche educative, Marwa Mahmoud, evidenzia il valore culturale e sociale dell’iniziativa: “In un tempo in cui, in molte parti del mondo, i diritti delle bambine e dei bambini vengono messi in discussione, questa esperienza assume un significato ancora più forte. Sapere che il modello reggiano venga osservato con attenzione internazionale e possa diventare fonte di ispirazione è motivo di orgoglio per tutta la città”.









































