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Salim El Koudri, la sindaca di Ravarino: “Non ci sono giustificazioni, agire per prevenire il ripetersi di questi episodi”
RAVARINO – Si è svolto ieri, 28 maggio, il Consiglio comunale di Ravarino nel corso del quale la Sindaca, Maurizia Rebecchi, ha voluto informare tutto il Consiglio relativamente al funzionamento dei Servizi Sociali e Sanitari del Territorio. Alla seduta sono stati invitati a relazionare la dott.ssa Claudia Bastai, dirigente dell’Area Servizi Sociali e Socio-Sanitari dell’Unione dei Comuni del Sorbara e il dott. Massimo Zucchini, Direttore delle Attività Socio Sanitarie dell’Azienda USL di Modena.
“La ricerca delle motivazioni alla base di questo tremendo evento – ha dichiarato la Sindaca – deve restare a completo appannaggio degli inquirenti, che avranno il difficile compito di ricostruire la verità da restituire soprattutto alle vittime di questo tragico gesto, che porteranno ferite indelebili per la loro intera esistenza.
Le porteranno sui loro corpi, le porteranno nelle loro anime e all’interno delle loro famiglie e ne consegneranno il peso alla comunità modenese, che le ricorderà per sempre.
L’immagine che alcuni organi di stampa hanno voluto dare di Ravarino e della sua comunità – ha proseguito – ha rappresentato un doloroso sfregio agli uomini e alle donne che operosamente qui vivono e lavorano, alle grandi imprese – anche di caratura internazionale – che qui investono e alla straordinaria rete di associazioni che vi opera.
“Non sappiamo che cosa abbia spinto Salim El Koudri a compiere un gesto tanto orribile ma, in attesa di conoscere la verità, non voglio accontentarmi, assieme alla mia Comunità, delle analisi superficiali, spesso smaccatamente strumentali, che in questi giorni dilagano nel dibattito pubblico.
Siamo nel cuore dell’Emilia, dove i nostri nonni hanno avuto la visione di una società in cui ci si potesse istruire, curare e dove si potesse lavorare, sino a diventare, da provincia povera, a motore dell’economia ed esempio di welfare per l’Italia.
Ecco i pilastri ideali della nostra carta costituzionale. Sono lì, ben scritti, con una semplicità ed una chiarezza che non lasciano spazio a fraintendimenti.
Sono stati ospiti di Modena massimi esponenti del governo: spero che oltre a rappresentare la gradita vicinanza, decidano di raccogliere la sfida di riportarli al centro dell’agenda politica.
“Non ci sono giustificazioni possibili – ha concluso la sindaca – per quanto abbiamo visto e subìto, credo che a tutti i livelli istituzionali si debba lavorare per comprendere e agire per prevenire il ripetersi di episodi come questo”
All’intervento della sindaca sono seguiti quelli di Claudia Bastai, dirigente dell’Area Servizi Sociali e Socio Sanitari dell’Unione Comuni del Sorbara e di Massimo Zucchini, direttore delle Attività Socio-Sanitarie dell’Azienda USL di Modena e, che hanno illustrato le principali caratteristiche organizzative dei rispettivi servizi sul territorio dell’Unione dei Comuni del Sorbara e del Distretto Sanitario. Claudia Bastai ha illustrato il funzionamento e l’articolazione del Servizio Sociale Territoriale (SST) di cui Ravarino fa parte. La dirigente dell’Unione Comuni del Sorbara ha ricordato che la missione del servizio è promuovere il benessere, ascoltare i cittadini e accompagnare le persone nei momenti di fragilità. L’accesso è capillarmente garantito attraverso lo Sportello Sociale/PUA presente in ogni ambito territoriale per l’accoglienza e la prima valutazione dei bisogni. Il Servizio Professionale dell’Unione è strutturato in tre macroaree, cioè responsabilità genitoriale, non autosufficienza e inclusione sociale, e opera con 15 assistenti sociali. Questo consente all’Unione del Sorbara di vantare un rapporto di 1 operatore ogni 4.000 abitanti, migliorativo rispetto al livello essenziale nazionale fissato in 1 ogni 5.000. Più nel dettaglio, Claudia Bastai ha ricordato che gli operatori del Servizio Sociale Territoriale operano in relazione con altre professionalità territoriali, tra cui gli operatori sanitari delle Casa della Comunità e dei Distretto sociosanitario, i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di libera scelta e le altre articolazioni del sistema sanitario (Sert, DSM-DP, Neuropsichiatria infantile, ecc.). “In presenza di bisogni sociosanitari manifestati da una persona e/o dal suo nucleo familiare – ha chiuso la dirigente – si attiva l’Unità di valutazione multidimensionale (UVM) che valuta il bisogno complessivo e procede alla predisposizione del Progetto assistenziale integrato Zucchini, offrendo un inquadramento delle Attività di Salute Mentale, si è concentrato sul funzionamento dei Centri di Salute Mentale (CSM), ai quali l’accesso può essere diretto, mediato (da MMG, Servizi Sociali o anche in alcuni casi dalle Forze dell’Ordine) o d’urgenza. I servizi – ha spiegato Zucchini – garantiscono una risposta multiprofessionale (medici, psicologi, infermieri, educatori, il terapista della riabilitazione psichiatrica) e l’integrazione con l’attività ospedaliera di emergenza 365 giorni all’anno.
Il dirigente dell’Ausl ha posto l’accento sui principi normativi che regolano tali percorsi: “Tutti i trattamenti sanitari sono volontari e fondati sul consenso informato della persona; pertanto, il percorso di cura si basa sul principio di autodeterminazione e sulla partecipazione attiva del paziente alle scelte terapeutiche, nel rispetto della sua consapevolezza e del suo livello di adesione al trattamento”.
Ha inoltre specificato che il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è attivabile solo in condizioni rigidamente normate dalla legge, precisando che “anche nei contesti più favorevoli possono verificarsi interruzioni o abbandoni volontari del percorso di cura, nel rispetto del principio di autodeterminazione”, situazioni di fronte alle quali i servizi attivano ripetuti tentativi di ricontatto della persona per favorire la ripresa delle cure. In chiusura di seduta, lo spazio è stato dedicato alle posizioni espresse dalle forze politiche di maggioranza e opposizione attraverso l’intervento dei due capigruppo.
“Siamo certi che l’atto avvenuto a Modena, compiuto dal cittadino Ravarinese El Koudri, non sia un gesto “folle” e da folle -. ha sottolineato Germano Cuccoli, capogruppo del gruppo consiliare “Insieme per Ravarino” – Anche la Procura di Modena sembra esserne consapevole, e pretendiamo un cambio di passo, magari più realistico, su come negli anni si sia investito sull’integrazione di cittadini di origine e cultura straniera, che in pratica sfuggono da tutti i radar sia dal punto di vista sociale che sanitario. Da fatti come questo, bisogna iniziare finalmente a prendere atto che un nuovo modello di gestione debba essere affrontato con meno ideologia e maggior buonsenso”
“Come rappresentanti dei cittadini abbiamo il dovere fondamentale di attenerci esclusivamente ai fatti noti e accertati dalle autorità competenti – ha poi messo in evidenza Emanuele Rossi, capogruppo del Gruppo Consiliare “Passione e Futuro per Ravarino” – Il nostro ruolo ci impone infatti di muoverci esclusivamente entro tale perimetro. È stato importante essere informati in modo qualificato delle procedure previste per la presa in carico di persone in ambito sociale e sanitario: ciò ci permette di avere corretti strumenti di comprensione di una vicenda complessa, nel rispetto della privacy clinica e del lavoro degli inquirenti”.






































