CARPI E MIRANDOLA – Pubblichiamo la nota del Comitato Aimag per il territorio sulla pronuncia della Corte dei Conti sulla “fusione” con Hera.

 
Sono passati oltre quattro mesi dal pronunciamento durissimo e inequivocabile della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna sull’operazione che avrebbe portato il controllo di AIMAG nelle mani del socio privato.
 
Un pronunciamento che ha indicato con chiarezza un profilo di illegittimità e ha assegnato precise responsabilità ai Comuni soci.
 
Da allora, però, agli atti formali richiesti dalla magistratura contabile sono seguite soprattutto dichiarazioni di intenti.
 
Promesse di un nuovo Patto di sindacato, richiami al “massimo interesse pubblico”, rinvii alle scadenze naturali degli organi societari.
 
La domanda, oggi, è semplice e legittima: come si traducono queste parole in scelte concrete?
 
 
La Corte dei Conti non ha parlato di facoltà, ma di obblighi: obbligo di coordinamento tra i Comuni soci, obbligo di strumenti scritti di controllo pubblico, obbligo di coerenza tra governance e fine pubblico.
 
È altrettanto chiaro che una discussione trasparente e aperta, che coinvolga Consigli comunali e cittadini – i veri proprietari del servizio idrico – finora è mancata.
 
Il tempo stringe.
 
Le parole dei giudici contabili “pesano come macigni” e non possono essere aggirate con formule attendiste.
 
Al di là delle scadenze naturali, serve una svolta istituzionale vera, fondata su atti chiari, responsabilità condivise e trasparenza.
 
Il Comitato AIMAG per il Territorio continuerà a chiedere questo: coerenza con le indicazioni della Corte dei Conti, tutela dell’interesse pubblico e centralità del territorio.