MODENA – “Da parte del Governo stiamo assistendo a un ingiustificabile ritardo nel dare concreta attuazione ai progetti che si sono aggiudicati i finanziamenti del Bando per il Piano nazionale di riqualificazione dei piccoli Comuni, la cui pubblicazione risale al luglio 2023. Una tempistica dilatata assai grave, perché rallenta la costruzione di interventi strategici per il miglioramento dei servizi in territori spesso segnati da fragilità infrastrutturali, spopolamento e carenza strutturale di risorse”: così il deputato modenese del Partito Democratico Stefano Vaccari, che insieme al collega Silvio Lai, primo firmatario, ha sottoscritto un’interrogazione parlamentare rivolta ai Ministeri dell’Interno, dell’Economia e della Protezione civile, per chiedere conto dello stato dell’arte.

“Nonostante siano trascorsi molti mesi dall’approvazione della graduatoria e quasi due anni dalla pubblicazione del bando – prosegue Vaccari – non risultano ancora adottati gli atti necessari all’avvio concreto degli interventi.

Tra l’altro, ai Comuni interessati era stato prospettato che il decreto attuativo sarebbe stato firmato entro la prima metà del 2025, indicazione che si è rivelata priva di riscontro, contribuendo ad accrescere incertezza e disorientamento.

Una situazione che sta producendo seri effetti negativi sulla programmazione finanziaria e tecnica degli enti locali, con il rischio concreto di blocco di interventi di rigenerazione, sicurezza e servizi essenziali destinati alle comunità più fragili, dei quali purtroppo anche la cronaca di questi ultimi giorni ha evidenziato l’importanza vitale.”

“Ma non basta – conclude l’esponente Dem -, perché circolano persino notizie relative a una possibile riduzione del numero dei Comuni beneficiari rispetto alla graduatoria approvata, ipotesi che, se confermata, configurerebbe un grave pregiudizio nei confronti di enti già dichiarati finanziabili e potrebbe determinare l’insorgere di contenziosi.

Chiediamo a gran voce che il Governo, con i ministri competenti, tempi certi e definitivi per l’avvio della fase attuativa e per la stipula delle convenzioni con i Comuni ammessi, e che, più in generale, si occupi di questioni di tale importanza e centralità con una ben maggiore serietà di quella che non ha saputo dimostrare fino a ora”.

 

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