Nota stampa dei sindacati FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL e ANIEF in merito alla pubblicazione del decreto relativo al dimensionamento della rete scolastica dell’Emilia-Romagna, che indica le istituzioni scolastiche coinvolte dall’operazione di chiusura e relativo accorpamento. Il provvedimento prevede l’accorpamento degli istituti comprensivi di Fiorano e “Bursi” e quello degli istituti “Ferrari” e “Carlo Stradi” di Maranello. Nessun accorpamento, al contrario di quanto invece si temeva, a Bomporto e Ravarino.

“Oggi il Commissario ad acta Di Palma ha pubblicato il decreto relativo al dimensionamento della rete scolastica dell’Emilia-Romagna, indicando le istituzioni scolastiche coinvolte dall’operazione di chiusura e relativo accorpamento e riduzione di 17 autonomie. Un atto che arriva senza un confronto reale e dopo settimane in cui, a fronte delle nostre richieste, non sono stati forniti elementi concreti su criteri, tempistiche e perimetro dell’intervento. Le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL e ANIEF ribadiscono la propria posizione di netta contrarietà. Con la pubblicazione del decreto, che investe tutte le province della regione e non risparmia nessuno, si aprono scenari pesanti nei territori. La conseguenza immediata è quella di istituzioni scolastiche eccessivamente grandi anche con sedi a scavalco su più comuni, segreterie e servizi amministrativi ulteriormente sotto pressione, riduzione dell’occupazione, e della capacità organizzativa delle comunità educanti che vedranno il coinvolgimento del personale della scuola, di studenti, famiglie e comuni, con criticità territoriali. Inaccettabile poi è il taglio previsto per il personale ATA che porterà conseguenze alla sicurezza all’interno degli istituti.

L’operazione di taglio si è abbattuta esclusivamente sugli istituti del primo ciclo (infanzia, primaria e scuola media) con aggregazioni e accorpamenti che hanno generato istituzioni scolastiche “monstre” che oscillano tra i 1000 e i 1800 alunni. Di seguito l’elenco dei tagli: Piacenza -1; Parma -2; Reggio Emilia -2; Modena -2; Bologna -3; Ferrara -2; Ravenna -1; Forlì Cesena -3; Rimini -1. Una decisione – lo rimarchiamo -, presa senza alcun confronto e senza nessuna chiarezza su criteri e dati utilizzati in un contesto regionale con i numeri in ordine, a cui si aggiunge l’opacità del Ministero che ha imposto il taglio all’Emilia-Romagna senza fornire spiegazioni per la chiusura delle 17 autonomie. Per queste ragioni chiediamo la sospensione degli effetti del decreto, che riteniamo grave e dannoso per l’offerta formativa e per l’organizzazione già di suo complessa del servizio scolastico nei territori. Si rende necessario mantenere alta l’attenzione attraverso la continua interlocuzione con Regione, enti locali e comunità scolastiche, per monitorare gli effetti delle ricadute di tale decisione iniqua e sbagliata, attraverso l’attivazione di misure a supporto degli organici, del diritto allo studio e dell’organizzazione complessiva. Auspichiamo altresì l’impegno di tutte le parti politiche ad intervenire a livello parlamentare per modificare una scelta ingiusta e dannosa, operata nei confronti della scuola della nostra regione. Le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL e ANIEF, continueranno tenacemente a vigilare e ad al fianco della comunità educante e delle rappresentanze istituzionali nella battaglia a difesa del sistema d’istruzione pubblico”.

Di seguito, la nota stampa di Flc e Cgil Modena:

“La Flc Cgil e la Cgil di Modena esprimono profonda contrarietà e sconcerto in merito alla decisione del Commissario ad acta, Bruno Di Palma, relativa all’accorpamento degli istituti scolastici IC Ferrari con IC Stradi di Maranello e IC Fiorano con IC Bursi di Fiorano Modenese. Ciò che emerge dal decreto è un quadro allarmante: la scelta appare, come riportato nel testo del decreto stesso, diretta conseguenza della lettera inviata dal Presidente della Provincia, Braglia, in data 26 gennaio (protocollo n.107). È inaccettabile che indicazioni di tale portata, che stravolgono la geografia scolastica del territorio, vengano calate dall’alto senza un reale confronto con le parti sociali e le comunità scolastiche. Con questo accorpamento nasceranno due “mega-istituti” che supereranno la soglia dei 1.400 studenti, balzando tristemente in vetta alla classifica delle scuole più numerose della provincia.

Come si può garantire la qualità dell’offerta formativa, la sicurezza e l’inclusione in strutture di queste dimensioni? La domanda che poniamo con forza alle istituzioni è: chi pagherà il prezzo di questa operazione? E quali sono stati i criteri che hanno portato a una scelta così irresponsabile? L’accorpamento non è un gioco di incastri, ma una scelta che impatta direttamente sulla vita di studenti, famiglie e lavoratori. La fusione porterà inevitabilmente a una contrazione degli organici per i profili di Assistente Amministrativo e di Collaboratore Scolastico, a causa dei parametri ministeriali che penalizzano le scuole eccessivamente grandi. Si perde un posto di Direttore dei Servizi Amministrativi e un posto di Dirigente Scolastico per ogni accorpamento. Il rischio di docenti soprannumerari è concreto, specialmente per coloro che ricoprono ruoli di potenziamento. E anche questa volta la scuola pubblica ne esce sconfitta! Riteniamo sia urgente e doveroso un incontro chiarificatore con la Provincia e le Amministrazioni comunali coinvolte che hanno deciso, senza alcun confronto con le parti sociali, quali realtà scolastiche colpire, a fronte del vergognoso commissariamento che la regione Emilia Romagna non meritava visto che aveva già ampiamente rispettato il coefficiente fissato a 938 alunni medi per scuola”.

cattedre

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