Un episodio che lascia sgomenti e solleva interrogativi sul senso del pericolo e sulla vigilanza degli adulti. È quanto accaduto nel pomeriggio del 30 dicembre scorso a Carpi, in via Remesina, all’altezza del campo da calcetto. Una donna, testimone diretta della scena, ha raccontato di aver visto due ragazzini sdraiati sull’asfalto, occupando entrambe le corsie della strada.

In un primo momento la donna ha temuto che si trattasse di un incidente. Avvicinatasi per capire cosa fosse successo, ha invece assistito a una scena ancora più inquietante: al sopraggiungere di un’auto, i due giovani si sono rialzati di scatto, lasciando intendere che si trattasse di una sorta di “prova di coraggio”. Solo in seguito si è scoperto che i protagonisti erano dodicenni.

La testimone ha cercato di richiamarli, spiegando quanto quel comportamento fosse estremamente pericoloso, non solo per loro stessi ma anche per gli automobilisti in transito. Alla domanda su dove fossero i genitori, però, la risposta è stata tutt’altro che rassicurante: i due ragazzi, spalleggiati da alcuni coetanei presenti, hanno replicato con spavalderia, sostenendo di essere abbastanza grandi per uscire da soli e prendendo la donna in giro.

Rientrata a casa, la testimone ha deciso di raccontare l’accaduto su un gruppo social locale. Nel suo messaggio ha ammesso di essersi pentita di non aver contattato immediatamente le forze dell’ordine, scelta che ora consiglia a chiunque dovesse trovarsi di fronte a situazioni simili. Un appello che suona come un invito alla responsabilità collettiva, prima che un gioco pericoloso possa trasformarsi in tragedia.