Sono state ufficialmente identificate le prime tre vittime italiane della tragedia di Capodanno al Constellation di Crans Montana: sono i sedicenni Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini. 
 
Giovanni Tamburi,  studente bolognese, aveva 16 anni.
 
​La tragedia di Giovanni: dal dolore dell’attesa alla conferma
 
​Per il sedicenne bolognese, quella località svizzera non era un semplice luogo di villeggiatura, ma una seconda casa. Lì aveva trascorso estati e inverni indimenticabili insieme ai fratelli e al padre Giuseppe, noto imprenditore alla guida della impresa Rinaldi 1957, storica azienda di distribuzione di vini e liquori.
​In quei momenti drammatici, la famiglia si è divisa tra il silenzio dell’attesa e la mobilitazione dei soccorsi: mentre il padre seguiva ogni aggiornamento direttamente sul posto, la madre Carla lanciava da Bologna un disperato appello sui social, diffondendo la foto del figlio nella speranza che qualcuno potesse avere informazioni utili.
​Il tragico epilogo
​Con il passare delle ore, l’ottimismo ha lasciato spazio a un’angoscia sempre più profonda, senza però spegnere del tutto la luce della speranza. Il verdetto definitivo è arrivato solo attraverso l’analisi del DNA, che ha permesso l’identificazione ufficiale del giovane e ha messo fine, nel modo più doloroso, alle ricerche.

 “È una notizia che ci riempie di ulteriore e intenso dolore: quanto successo è davvero terribile. Ci stringiamo alla famiglia di Giovanni Tamburi e ai suoi cari, a cui, a nome dell’intera comunità regionale, inviamo profondo cordoglio e solidarietà. Tutta l’Emilia-Romagna è con loro”.

 

 Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, non appena appresa la notizia della morte del giovane studente bolognese, Giovanni Tamburi, che risultava ancora disperso nella strage di Capodanno a Crans-Montana, sulle Alpi svizzere.