MODENA – Preferisce essere semplicemente don Matteo, gira in bicicletta e vive in una casa di riposo per sacerdoti. È l’Arcivescovo di Bologna, Sua Eminenza Cardinale Matteo Maria Zuppi, tra i candidati favoriti alla successione di Francesco, cha visto popolarità e consenso accrescere anche tra i non credenti (“Mi hanno stupito i giovani che dicevano di tifare per me”) insieme all’opposizione dell’ala conservatrice e tradizionalista della Chiesa.

Nel documentario “Chiamami Don Matteo. Zuppi, il vescovo di strada” di Emilio Marrese, prodotto da Si Produzioni, racconta anche le emozioni e i retroscena personali nei giorni del Conclave che ha poi portato all’elezione di papa Leone XIV l’8 maggio 2025. Il film – realizzato grazie al contributo di BPER Banca e proiettato alla Festa del Cimena di Roma – viene proiettato al BPER Forum domenica 14 dicembre, alle 17.00, anticipato da una presentazione a cura del regista Emilio Marrese e del sindaco di Modena Massimo Mezzetti, moderati dal giornalista Stefano Ferrari. Ma Zuppi si ribella alla definizione di “vescovo di strada”: “Dove dovrebbe stare altrimenti un prete se non in strada?” ribatte. Cita il Vangelo, San Francesco e i papi, ovviamente, ma anche la Costituzione, Francesco Guccini o Alda Merini. È stato il primo vescovo di Bologna a parlare in piazza Maggiore sul palco del Primo Maggio (“Anche Gesù era un sindacalista”), a entrare in un centro sociale, a ricevere occupanti, a sostenere operai in sciopero, a dialogare con la comunità Lgbti+ e a far ballare i migranti nella basilica di San Petronio, durante la messa per il Santo Patrono.

Il docufilm segue l’arcivescovo nell’arco di una sua giornata tipo, ricca di incontri, momenti privati e pubblici.

Gli incontri della rassegna sono a ingresso gratuito con prenotazione sul sito www.bperforum.it
 
Infoline: BPER Forum, tel. 059 2021093