NONANTOLA – Sabato 6 dicembre saranno cinque anni da quando la rotta del fiume Panaro provocò l’alluvione del territorio di Nonantola.

Momenti impossibili da dimenticare per la popolazione.

A distanza di 5 anni, la sindaca Tiziana Baccolini ha annunciato che sono stati liquidati anche gli ultimi rimborsi per un totale di circa 15 milioni di euro.

A novembre di quest’anno, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo) e la Regione Emilia Romagna sono state condannate a risarcire quattro famiglie che hanno presentato ricorso al Tribunale regionale delle Acque Pubbliche per gli ingenti danni subiti nell’alluvione del dicembre 2020 a Nonantola.

La Corte d’Appello di Firenze, basandosi su una relazione tecnica, ha infatti riconosciuto gravi inadempienze da parte di Aipo sulla manutenzione degli argini, perforati e indeboliti dalle tane delle nutrie, come causa dell’alluvione. 

In tutto, le famiglie sono circa una settantina, ma al momento i giudici hanno disposto rimborsi solo per quattro di loro.

I risarcimenti sono patrimoniali e non, anche legati allo stress psicologico subito.

La decisione dei giudici si basa su una relazione tecnica messa a punto da un ingegnere incaricato dal tribunale, che a sua volta si rifà a un rapporto di una Commissione tecnico-scientifica della stessa Regione Emilia-Romagna (ora accusata) pubblicato nel marzo 2021.

 

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