CARPI – «La serata con l’On. Rossano Sasso non è stata solo un successo: è stata la dimostrazione che Carpi non si piega alla narrazione unica della cultura woke, che pretende di riscrivere perfino le politiche educative italiane. Abbiamo acceso “Sala Duomo” con un pubblico partecipe e variegato: giovani, famiglie, insegnanti, cittadini di diverse origini e — cosa che considero un valore democratico — anche persone ideologicamente lontane da noi. Tutti lì, insieme, per discutere, ascoltare e confrontarsi davvero. Non per prendere ordini da chi vorrebbe dirci cosa è giusto pensare».

A dichiararlo è Enrico Bonzanini, Segretario della Lega Nord sezione di Carpi, che aggiunge: «Mentre qualcuno continua a parlare di pluralismo seduto su cattedre ideologiche, noi il pluralismo lo pratichiamo. A differenza di chi organizza eventi con un solo colore politico, la nostra serata ha visto un confronto vero, vivace, persino acceso, ma civile. E questo è il segno che la città è viva, nonostante certi tentativi di imbavagliarla o anestetizzandone l’informazione.»

 
Il segretario leghista dedica poi un passaggio deciso all’episodio che ha coinvolto la troupe di Report: «Quello a cui abbiamo assistito è stato davvero poco edificante, con una palese mancanza di rispetto, educazione e soprattutto professionalità. Anziché partecipare attivamente all’evento con domande e chiarimenti, così come fatto dal variegato pubblico della sala, la troupe di Report (a conferma che l’evento organizzato aveva un certo interesse evidentemente anche di richiamo nazionale) si è presentata unicamente all’ingresso della sala, tentando addirittura di ostacolare l’avvio dei lavori con una condotta che poco aveva a che fare con il giornalismo. Non cercavano risposte: cercavano lo scontro, con un atteggiamento pretestuoso che offende l’onorabilità della categoria. Un’aggressione mediatica in piena regola, messa in scena per costruire la solita narrazione preconfezionata contro chi, come noi, non si allinea ai dogmi del pensiero unico».
 
 
E conclude: «L’On. Sasso, come sempre, era pronto a rispondere a tutte le domande. Ma quando l’obiettivo non è informare, bensì provocare, è evidente che sia complesso avere un dialogo. Nonostante questo tentativo di sabotaggio, la serata è andata avanti alla grande, con un pubblico che non si è lasciato intimidire. Segno che Carpi è più matura di certi pseudo-inviati che arrivano a fare confusione senza alcun reale interesse per l’evento e i temi trattati».
 
 
«Voglio rivolgermi, in conclusione, a quelle persone che per mero interesse ideologico ed economico si celano dietro la maschera dei diritti civili: difendere il diritto di essere padri, madri, educatori, senza doversi scusare per la difesa dei propri valori, non è estremismo: è buon senso. Ed è il buon senso che la Lega continuerà a difendere, contro chi vorrebbe imporre la propria ideologia travestita da falso progresso. A Carpi abbiamo dimostrato che non ci spaventa nessuno: né la censura culturale, né le incursioni maldestre di una certa televisione. Finché ci sarà la Lega, ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di creare eventi sul territorio nei quali sia possibile parlare chiaro».