Ottantuno anni fa, il 10 novembre 1944, in Piazza Grande a Modena vennero fucilati i partigiani Emilio Po, Alfonso Piazza e Giacomo Ulivi. Questa mattina si è tenuta la commemorazione dell’eccidio nazifascista con la deposizione di una corona sotto la lapide che riporta i loro nomi. Hanno partecipato il sindaco Massimo Mezzetti, la presidente dell’Istituto storico della Resistenza di Modena Ilaria Franchini e il presidente dell’Anpi provinciale Vanni Bulgarelli, insieme ai familiari di Emilio Po: la figlia Meri, la nuora Gianna Bunicci con il figlio Marco Po e il nipote.

La lapide, inaugurata il 10 novembre 1948 nel quarto anniversario della fucilazione e alla presenza dell’allora sindaco Alfeo Corassori, ricorda tre figure simbolo della Resistenza modenese:

  • Emilio Po, partigiano artificiere della 65ª Brigata Gap “Walter Tabacchi”;

  • Alfonso Piazza, pilota dell’aeronautica che, dopo l’8 settembre 1943, scelse di non servire la Repubblica Sociale Italiana né l’esercito tedesco;

  • Giacomo Ulivi, giovane studente universitario di Parma, rifugiato a Modena, impegnato nella diffusione di stampa clandestina.

Tutti e tre furono catturati, imprigionati e sottoposti a brutali torture. Emilio Po subì sevizie e gravi ustioni poiché riconosciuto come uno dei principali organizzatori dei GAP cittadini. La mattina del 10 novembre 1944 furono condotti fuori dalle celle dell’Accademia Militare, attraversarono via Farini in un lugubre corteo e furono fucilati in Piazza Grande, davanti alla cittadinanza costretta ad assistere.

Un sacrificio che rimane inciso nella memoria collettiva come simbolo di coraggio, libertà e resistenza contro l’oppressione.