Un innovativo laboratorio a sostegno delle persone con disabilità acquisita, dove si potrà trovare sostegno psicologico, formazione, reinserimento lavorativo. E’ stato inaugurato a Mirandola, presso la cooperativa sociale La Zerla, realtà molto speciale per una comunità della Bassa che sa leggere i bisogni e tradurli in eccellenze.

Si tratta di un progetto importante e di grande sensibilità sociale, di quelli che si pensa si possano realizzare solamente in un avanzato paese del nord Europa, ed invece è stato fatto proprio qui, nella Bassa Modenese. 

Il laboratorio sulla disabilità acquisita è uno spazio all’avanguardia, tecnologicamente attrezzato, dove un gruppo di psicologi ed educatori della cooperativa e dei servizi sociali di UCAMN, Mirandola e ASL seguiranno persone con disabilità acquisita per essere reintegrate nel mondo del lavoro.
Nel progetto è previsto che gli utenti, provenienti da tutti e nove i comuni dell’area nord, possano usufruire gratuitamente del servizio di trasporto casa/laboratorio grazie alla collaborazione tra AUSER, istituzioni pubbliche e Zerla.
 
 
Il laboratorio è realizzato con il contributo di Regione Emilia Romagna, UCMAN, Comune di Mirandola, Fondazione Cassa di Risparmio Mirandola, Associazione La Nostra Mirandola, CPL Concordia.

 

IL COMUNICATO STAMPA DI CONFCOOPERATIVE

Sono diventate disabili gravi a seguito di un trauma (incidente stradale, malattia o altro), ma non per questo hanno perso la capacità e la voglia di lavorare.

 

È dedicato a queste persone il laboratorio per la disabilità acquisita “Vivere oltre il trauma”, unica struttura di questo tipo in tutta la provincia di Modena.

L’iniziativa è stata ideata ed è gestita da La Zèrla, cooperativa sociale nata a Mirandola 24 anni fa per favorire la socializzazione, formazione e inserimento al lavoro di persone con abilità differenti.

 

“Vivere oltre il trauma” è stato inaugurato il 23 novembre a Mirandola. Tra il folto pubblico (circa 250 persone) c’erano sindaci e assessori dell’Unione comuni modenesi Area Nord, consiglieri regionali, dirigenti Ausl, imprenditori e rappresentanti del volontariato.

 

«Attraverso il reinserimento lavorativo e sociale, il nostro modello affronta in modo innovativo le problematiche di chi deve confrontarsi con una nuova condizione di fragilità acquisita – spiega il presidente de La Zérla Roberto Ganzerli – Con questo nuovo spazio rispondiamo a un bisogno sempre maggiore di inclusione e offriamo la possibilità di un recupero delle competenze a persone che, attraverso l’affiancamento di due psicologhe e un educatore, oltre al supporto delle istituzioni, possono ritrovare il proprio posto nella comunità».

 

Attualmente il laboratorio è frequentato da cinque persone, provenienti dall’Area Nord e di età compresa tra i 20 e 40 anni, ma può ospitarne fino a un massimo di quindici senza limiti di età. Per ogni utente è previsto un percorso personalizzato; da sottolineare che la cooperativa, che ha assunto due persone dedicate al progetto, sta formalizzando un accordo con Auser per offrire agli utenti il trasporto gratuito da casa al laboratorio e ritorno.

 

Il progetto è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato in collaborazione con Comune di Mirandola, Unione dei Comuni Modenesi Area Nord e Ausl Modena.

La Zèrla ringrazia tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione del laboratorio: oltre alle istituzioni, anche la Fondazione Cassa di Risparmio Mirandola, CPL Concordia e l’associazione “La Nostra Mirandola”.