MIRANDOLA – Sabato 23 novembre, a Villa Tagliata, si è tenuto il 𝟯° 𝗖𝗼𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗱𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗖𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗮, organizzato dal Dott. 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗥𝗮𝘁𝘁𝗶.

L’evento ha riscosso un grande successo, con oltre 𝟭𝟱𝟬 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗻𝘁𝗶 e 𝟯𝟮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 di spicco, tra cui la Dott.ssa Romana Bacchi, Direttrice Sanitaria Azienda USL di Modena.
 
Ad aprire la mattinata di lavori sono stati il Sindaco di Mirandola, 𝗟𝗲𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗕𝘂𝗱𝗿𝗶, e il Presidente di UCMAN, 𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗣𝗼𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶, sottolineando l’importanza della collaborazione cotante e continua tra sanità e istituzioni.
Il congresso ha offerto un’importante occasione di confronto sulle sfide e le opportunità in ambito cardiologico, grazie alla dedizione del Dott. Ratti e del team dell’U.O.C. di Cardiologia dell’𝗢𝘀𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗦. 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮. Tra i temi centrali emersi durante i lavori, è stata ribadita con forza la necessità di ripristinare i posti letto nella Cardiologia di Mirandola, una questione cruciale per il futuro della sanità locale e il benessere della comunità.
La giornata si è conclusa con un plauso unanime al Dott. Ratti per l’impeccabile organizzazione dell’evento, che ha dimostrato come la collaborazione e la condivisione di conoscenze siano fondamentali per affrontare le sfide della medicina moderna e garantire un futuro più solido alla sanità del territorio.
 

“La cardiopatia ischemica rappresenta la principale causa di mortalità e morbilità nei paesi occidentali – hanno spiegato gli esperti -. Nel corso degli ultimi anni sono evolute le tecniche di imaging che permettono una caratterizzazione sempre più precisa della placca aterosclerotica con ripercussioni importanti sulla strategia terapeutica ottimale.

In questo ambito i nuovi farmaci ipolipemizzanti hanno dimostrato un effetto sinergico con quelli tradizionali in grado di ridurre gli eventi cardiaci in maniera significativa; il
supporto nutraceutico potrebbe poi essere di ausilio nel modificare il rischio cardiovascolare residuo, così come la supplementazione della carenza di vitamina d sembra diminuire quello di ipertensione arteriosa.

Un adeguato follow-up cardiologico dopo un infarto miocardico permette di stabilire come e quando riprendere l’attività fisica.

Con l’aumento dell’età non infrequente è il riscontro di aritmie come la fibrillazione atriale il cui corretto inquadramento diagnostico è propedeutico al trattamento più efficace che può limitarsi al solo controllo della frequenza o al ripristino del ritmo”.

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