Nota stampa di Stefano Lugli, co-segretario di Rifondazione Comunista Emilia-Romagna:

“Con l’approvazione della legge sulla Autonomia differenziata vengono meno i principi costituzionali della solidarietà e dell’uguaglianza sanciti dall’Art. 5 della Costituzione. Da oggi in poi l’Italia sarà un Paese in cui diritti civili e sociali, a partire dal diritto alla salute e all’istruzione, non sono più garantiti in egual misura a tutti i cittadini e a tutte le cittadine, ma saranno diversi a seconda del luogo di nascita. Si tratta di un provvedimento eversivo che nel tempo è destinato a portare alla balcanizzazione del Paese, con Regioni che diventano piccoli staterelli in perenne conflitto fra loro e il governo per accaparrarsi risorse. E proprio per questo l’autonomia differenziata viaggia parallelamente al premierato, nella convinzione degli estensori che per tenere unito un paese diseguale occorre un uomo o una donna forte al comando. Due progetti eversivi – autonomia differenziata e premierato – che si legano l’uno con l’altro e contro i quali Rifondazione Comunista si mobilita.

Oggi, però, non si può tacere che arriviamo a questo momento dando attuazione alla sciagurata modifica del titolo V della Costituzione voluta dal centro sinistra nel 2001. E non si può tacere che il DDL Calderoli disciplina le condizioni e i tempi per la concessione dell’autonomia differenziata alle regioni che ne faranno richiesta prevedendo una corsia privilegiata (art. 11) per le tre regioni del nord – Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia – che a suo tempo, tra il 2018 e il 2019, siglarono pre-intese con i governi di allora (Governo Gentiloni a camere sciolte e poi Governo Conte II).

È quindi urgente, quando siamo nell’imminenza delle dimissioni di Bonaccini da presidente di Regione, che il presidente e i consiglieri della sua maggioranza si attivino per ritirare formalmente quelle pericolose pre-intese, come richiesto peraltro da 6.000 cittadine e cittadini che hanno firmato la Legge di Iniziativa Popolare promossa dal comitato regionale e che l’Assemblea legislativa non ha ancora discusso. Se ciò non avverrà vorrà dire che il Pd dell’Emilia-Romagna e i suoi alleati intendono vanificare il lavoro di opposizione all’autonomia differenziata che i parlamentari dell’opposizione stanno facendo e che si è anche concretizzata nella grande manifestazione tenutasi, ieri 18 giugno a Roma, in Piazza Santi Apostoli, in difesa della Costituzione”.

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