CONCORDIA, RAVARINO – Attraverso una nota, UDI (Unione Donne in Italia) Modena e l’avvocata Sonia Lama intervengono in merito al processo che vede imputato Mohamed Gaaloul per l’omicidio di Alice Neri, 32enne ravarinese il cui corpo carbonizzato è stato rinvenuto all’interno della sua macchina nelle campagne di Fossa di Concordia il 18 novembre 2022:

“Se la Difesa ha certamente il diritto di vagliare piste alternative rispetto alla tesi d’accusa della Procura, non devono però essere forzate a tavolino sulla base di suggestioni che, spingendo a sospettare di qualunque automobilista ripreso dalle telecamere della zona Nord di Modena, evocano lo spettro di un quarto, quinto uomo. A che numero siamo arrivati, adesso? Si chiama “fumo negli occhi”. Obiettivo della Difesa? Indebolire faziosamente il solido quadro indiziario a carico dell’unico imputato per il femminicidio di Alice Neri. Ecco dunque la strategia della Difesa che, per perseguirla, chiede di tutelare le prossime fonti di prova con un’udienza a porte chiuse salvo dichiarare lei stessa alla stampa, al termine dell’udienza del 12 giugno, proprio quanto aveva chiesto di non divulgare. Ed ecco i giornali di oggi titolare “Colpo di scena” e spostare l’attenzione da Gaaloul al nulla assoluto, condizionando l’opinione pubblica e i futuri testi.

Risultato? Confusione e mistero quando invece sulla scorta degli elementi fattuali e certi e da quelli deduttivi, logico – razionali, gli indizi a carico di Gaaloul sono plurimi, precisi e concordanti. Su questo la Difesa dovrà rispondere senza sottrarsi, sviare, confondere e giocando con la psicologia della Giuria popolare, senza cercare un’altra storia da offrire ai giornali senza che questi possano presenziare e sentire direttamente cosa accada in aula. Quale sarà infatti la verità raccontata con un processo a porte chiuse? Quella della Difesa che prima chiede riserbo per poi tradirlo per prima. A che pro? Essere l’unica a dare la propria versione dei fatti con la spregiudicatezza che altre parti non hanno, dimostrando pieno rispetto delle regole, etica professionale e decenza. E così tra uno “scusi, Presidente”, “grazie, Presidente” e un “non ci avevo pensato, Presidente”, con insopportabile soddisfazione la Difesa si gira verso i suoi ed esultante dice: “La prima bombetta l’abbiamo sganciata”.

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