Viaggio al circolo Arci Confine, dove si friggono salamelle per dare spazio alla politica. La politica ha da sempre bisogno di autofinanziarsi: oltre a fondi pubblici e sponsor privati,  il modo più trasparente e più coinvolgente è di certo quello della raccolta fondi tra i sostenitori. Con una o più cene, ad esempio

E l’Emilia-Romagna da sempre con il Pci le Feste dell’Unità ha scelto questa modalità di fare politica e dare gambe solide a chi si candida, una tradizione che ha cresciuto generazioni e generazioni di volontari abili in cucina come in carpenteria, ai fornelli come alla casse. Lo stesso vale anche per chi non fosse comunista: c’erano infatti le feste dell’Amicizia, bianche, o le feste dell’Avanti, socialiste, o ancora quelle di destra, le feste Tricolore

Di questa tradizione è rimasto poco, i volontari invecchiano e le persone si disaffezionano alla politica. Ma qualcosa sopravvive, e siamo andati a cercarla nel modenese, in quella che era chiamata la piccola Russia della Bassa: Confine, frazione piccolissima di San Felice sul Panaro che non aveva la chiesa ma aveva la sede del Pci e il circolo Arci.

Per le elezioni amministrative di San Felice la sede del circolo Arci apre le porte a chi lo chiede, e diventa quindi sede bipartisan di confronto politico. Qui c’è stato prima il candidato sindaco del centrosinistra, Alberto Silvestri, poi il candidato sindaco del centrodestra, Michele Goldoni. Con poche variazioni nel menu  – la cucina tradizionale è il punto forte – ognuno si è fatto in pace la sua iniziativa elettorale. 

Nel nostro videoservizio, abbiamo dato voce ai volontari e alle volontarie.

 

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