A cura di Francesca Monari

La sua è una professione che in Italia è ancora poco conosciuta, così si è spostata in Svizzera dove invece è largamente diffusa e la ricerca di professionisti è in continua crescita.

Nativa di Mirandola, classe 1996, ha sempre vissuto a Concordia. Oggi è una terapista occupazionale e lavora presso un prestigioso studio a Locarno.

La terapia occupazionale (o ergoterapia) propone una serie di attività significative per il paziente volte al recupero della
sua autonomia, persa a causa di patologie neurologiche, neurodegenerative o traumi.
Grazie a questi esercizi le attività quotidiane vengono facilitate e la qualità della vita migliora. “Dopo la maturità scientifica, conseguita nel 2015 al Galilei di Mirandola, ho avuto qualche tentennamento sul proseguimento degli studi: sapevo di voler intraprendere una disciplina scientifica, possibilmente in ambito sanitario, ma non sapevo quale. Mi sono iscritta a Biologia ma l’ho frequentata per un anno e l’ho abbandonata”- esordisce.

Tra le ragioni che hanno motivato la ripresa degli studi universitari anche un anno come operaia turnista in camera bianca. Esperienza necessaria per indagare meglio l’ambito riabilitativo e giungere alla conclusione che quello che ‘voleva fare nella vita’ era aiutare le persone a recuperare l’indipendenza dopo infortuni o malattie.

“Ho quindi fatto il test all’Università di Modena e Reggio Emilia per entrare a Fisioterapia, ma sono entrata subito a Terapia Occupazionale; frequentandola ho apprezzato il valore di questa disciplina che ha come obiettivo l’autonomia. Fra le varie materie mi sono innamorata della chirurgia e riabilitazione della mano: prima di entrare in contatto con questa realtà (grazie a lezioni frontali e ad un tirocinio al Policlinico di Modena) non ne conoscevo nemmeno l’esistenza. Per questo motivo, in seguito alla laurea conseguita nel novembre 2020, ho frequentato il Master di 1° livello in Chirurgia e Riabilitazione della Mano presso l’Università di Milano”.

Martina è sempre stata intenzionata a vivere un’esperienza all’estero, ma non era certa di avere il coraggio di spostarsi da casa. Forte del fatto che la Svizzera è a poche ore di distanza, che è una realtà totalmente diversa dall’Italia e che il Canton Ticino è di lingua italiana, terminato il master ha inviato qualche curriculum.

A giugno 2022 ha iniziato a lavorare presso un prestigioso studio specializzato proprio nella riabilitazione della mano.
“Ad oggi sono molto gratificata dalla mia scelta -commenta la giovane professionista-. Sono inserita in un team dinamico e affiatato. La collaborazione con medici di famiglia e chirurghi mi permette di venire a contatto con una vasta casistica di patologie e di pazienti, così grazie alle sfide che mi si pongono ogni giorno e all’opportunità di frequentare corsi e congressi,
continuo ad imparare”.

Quando le chiedo se ha progetti per il futuro mi risponde che da eterna indecisa non è mai stata in grado di farne. “Oggi sono soddisfatta della situazione in cui mi trovo ma resta sempre forte il desiderio di approfondire le mie conoscenze e migliorare sempre di più la mia pratica clinica. Per cui se mi si presentasse l’;occasione di partecipare a corsi o stage formativi all’estero, questa volta credo che la coglierei senza esitare”- conclude.