Nostalgici del regime? Proprio no. Gli italiani si considerano a larghissima maggioranza convinti antifascisti. E anche chi è tiepido sull’argomento, ritiene che la festa della Liberazione si debba ancora celebrare. 
Con la destra al governo il 25 aprile sembra più divisivo che mai. Ma in realtà non c’è troppa confusine sugli italiani su che parte stare
E’ quanto emerge da due sondaggi da analogo esito pubblicati su due quotidiani (quello dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Repubblica e quello dell’Istituto Piepoli per il Quotidiano nazionale)
 
I sondaggi disegnano una Italia molto meno divisa da quello che potrebbe sembrare di 25 aprile in 25 aprile quando i valori dell’antifascismo vengono ogni volta messi in discussione.  

 

IL SONDAGGIO DI REPUBBLICA

Tra gli italiani l’anniversario della Liberazione non sembra poter essere messo in discussione. Il 72% degli italiani si autodefinisce antifascista. E al di là di questo, l’82% degli italiani ritiene che la festa della Liberazione debba continuare ad essere celebrata, essendo patrimonio nazionale. C’è un 13% che la ritiene un’occasione da superare, legata ad un passato forse troppo lontano: questi intervistati sono tutti concentrati in due soli partiti, che sul tema sono spaccati a metà: Fratelli d’Italia e Lega

Tra chi non si dichiara antifascista, apertamente fascista si dichiara il 4% degli intervistati.

IL SONDAGGIO DI QUOTIDIANO NAZIONALE

La cultura antifascista è più diffusa tra i giovani e tende a diminuire andando avanti con l’età. Tra i giovani si tocca quota 73%, tra gli over 54 si scende fino al 57%. Si potrebbe pensare che i giovani non conoscano la storia o non sappiano prendere posizione, e invece appaiono molto consapevoli. Più dubbiosi e meno propensi a dare di sè una descrizione netta sono gli anziani.in generale più indifferente e sfiduciati nei confronti della politica.

Ma dichiararsi antifascista o no è dirimente per le scelte di voto degli elettori? No. Il dibattito sull’antifascismo sembra  non incidere sul consenso dei leader: le ragioni sulla base delle quali gli italiani scelgono come votare  – si legge su Qn- sono altre, essenzialmente legate all’economia e (in quota minore) alle ricette proposte per porre fine ai conflitti internazionali.