CARPI- Il capogruppo della lista civica +Mirandola- e candidato sindaco- Giorgio Siena interviene sul nuovo ospedale di Carpi.

Questa la nota:

“L’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha deliberato il finanziamento del nuovo Ospedale di Carpi per un impegno complessivo di 126 milioni, di cui 57 di parte pubblica (statale e regionale) e 69 da partnership pubblico-privato.
Perché non è una bella notizia?.

L’ospedale è una struttura per malati acuti con professionisti specializzati, dotata di tecnologie sempre più sofisticate e con una degenza più breve possibile, per altro vi sono strutture più adatte e meno costose nella gestione. E sono gli Ospedali di comunità e con il nuovo ruolo delle Case della comunità, con i Pronto soccorso che funzioneranno con una decisa separazione dei codici di gravità.

E una medicina territoriale, la prevenzione e la diagnostica, che deve svilupparsi con i coinvolgimento attivo della popolazione.

Un modello che fa i conti con la carenza di medici, i vuoti nelle professioni sanitarie, difficoltà finanziarie e partiti che hanno rifiutato, per una ideologia distorta, il MES Sanitario.

La Regione ER ha costruito una sanità universalistica che è una delle migliori al mondo, ma sbaglia spesso nel decidere dove fare gli ospedali, soprattutto a Modena.

Non sto a riprendere le questioni inerenti gli ospedali di Baggiovara, Sassuolo e del Policlinico: cose fatte.

L’ultimo nodo era l’Area Nord vasta, da Carpi e Mirandola: il buon senso portava a ipotizzare un Ospedale unico e baricentrico.

Ipotesi naufragata per la volontà di Carpi di “fregarsene” della Bassa (pur essendo la popolazione complessiva uguale) e dell’incapacità di programmazione razionale della Regione.

Per usare la metafora esultante di Bellelli “il nosocomio dei Pio” farà chiudere, o metterà in crisi, il “nosocomio dei Pico?”.

Lo difenderemo con le unghie e con i denti, come fatto con Aimag dalla conquista di Hera (per ora): ma perché deve essere sempre così?.

Siamo agli inizi, non è stata posata alcuna pietra, e anche il centrodestra può dire e fare, a partire da Mirandola”.