La guida in condizioni di nebbia può essere faticosa e soprattutto pericolosa, poiché la scarsa visibilità aumenta il rischio di incidenti.

L’utilizzo dei fendinebbia e dei retronebbia sull’auto- rispettivamente quelli davanti e quelli dietro- non è sempre chiaro a tutti gli automobilisti. Ecco perché la Polizia locale Unione Comuni del Sorbara, con i consigli in pillole di “Vanessa la Vigilessa”, ha dato qualche delucidazione in merito.

Quando la visibilità scende sotto i 50 mt- causa nebbia, pioggia intensa, nevicata fitta, fumo o polvere- il Codice della Strada impone I’ obbligo di utilizzo del faro retronebbia.
 
Si tratta un dispositivo di equipaggiamento obbligatorio, di cui all’art. 72 CdS, con lampada abbagliante e il suo fascio luminoso è orientato in orizzontale. Sul suo utilizzo valgono pertanto le stesse considerazioni del proiettore abbagliante anteriore.
 
Prima fra tutte, il divieto di utilizzo quando è concreto il rischio di abbagliare, genericamente, altri utenti della strada.
 
In “coda”, in situazioni di arresto della circolazione o con visibilità superiore ai 50 mt. il retronebbia deve essere spento, incorrendo altrimenti nella violazione di cui all’ art. 153 c. 11 CDS, per la quale è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di 42 euro e della decurtazione di 1 punto dalla patente di guida.
 
“Le automobili dotate di sensore crepuscolare hanno una funzione per disattivarlo- spiega poi un concessionario della Bassa-
Questo perché, in caso di nebbia con la luce, il sensore provvede a spegnere le luci e a far funzionare sole quelle di posizione.
Si procede solo con le luci di posizione anteriori accese e quelle posteriori spente”.