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Istituto Ramazzini a Modena, la denuncia: “Un anno di rimpalli mentre l’edificio continua a degradarsi”
MODENA – Duecentoventisei cittadini modenesi, attraverso i propri referenti Maria Grazia Modena, Manuela Tonini e Vittorio Ballestrazzi, chiedono al sindaco Massimo Mezzetti di convocare un’assemblea pubblica sul futuro dell’Istituto Ramazzini di via Luosi 130, storico edificio parzialmente vincolato dalla Soprintendenza che da anni versa in stato di grave degrado, incombendo come un edificio abbandonato sul Centro Storico e sul quartiere San Faustino.
La cronologia di un anno perduto
Il 26 gennaio 2026, 226 firmatari presentano ai sensi dello Statuto della Provincia di Modena una richiesta formale di consultazione popolare, avente ad oggetto proprio il presente e il futuro dell’Istituto Ramazzini, con particolare riferimento alla sua ristrutturazione per farne una Casa Residenza Anziani (CRA) pubblica — una destinazione d’uso tanto più urgente alla luce del calo della popolazione scolastica atteso dal 2027 e del contestuale aumento della popolazione anziana. Il 12 febbraio 2026, il Presidente della Provincia Fabio Braglia rispondeva che l’oggetto della richiesta riguarda finalità istituzionali non di competenza provinciale ai sensi della Riforma Delrio, e pertanto declina ogni responsabilità.
Eppure già dal 10 dicembre 2025 — ben prima della risposta ai cittadini — il presidente della Provincia aveva formalmente scritto al sindaco di Modena chiedendo che l’immobile fosse restituito alla piena disponibilità del Comune.
‘I cittadini non sono stati informati di questo passaggio cruciale. Il 23 febbraio abbiamo quindi presentato la richiesta di consultazione popolare anche al Comune di Modena e il 6 marzo 2026, il sindaco Massimo Mezzetti ha risposto che l’Amministrazione comunale ha già avviato un proprio percorso di valutazione, e che pertanto non si ritiene di procedere all’attivazione della consultazione popolare richiesta. Anche in questa lettera non viene chiarito ai cittadini che l’immobile è già tornato nella piena disponibilità del Comune, lasciando nell’ambiguità la reale titolarità decisionale sull’edificio – continuano Ballestrazzi, Modena e Tonini -. Il 26 marzo, ancora all’oscuro della restituzione dell’immobile al Comune, siamo stati costretti a scrivere nuovamente alla Provincia per chiedere chiarimenti sulla validità della convenzione del 2018 e sull’esistenza di eventuali interventi programmati. Solo il 16 aprile 2026 la Provincia, rispondendo a questa seconda lettera, rivela finalmente ai cittadini che l’immobile è già stato riconsegnato al Comune con lettera del 10 dicembre 2025 — quattro mesi dopo che la decisione era già stata presa’.
Il punto politico
‘Questa cronologia evidenzia come entrambe le istituzioni abbiano risposto ai cittadini senza fornire le informazioni necessarie per comprendere a chi spettasse effettivamente la competenza sull’edificio.
Il risultato concreto è che quasi quattro mesi di tempo sono stati sottratti alla partecipazione civica su un tema che coinvolge direttamente due quartieri e il futuro dei servizi per gli anziani modenesi. I cittadini ricordano che lo stesso sindaco Mezzetti ha dichiarato di voler trasformare il Comune di Modena in un laboratorio di partecipazione attiva. Ebbene: ascoltare 226 firmatari che chiedono di discutere in un’assemblea pubblica il futuro di un edificio storico — dove molti modenesi hanno trascorso parte della propria vita — è esattamente la partecipazione attiva che quella visione richiede.
L’appello
L’Istituto Ramazzini è un patrimonio della città. Il suo degrado è visibile a tutti. Le scelte sulla sua destinazione riguardano la comunità intera. Non c’è motivo di attendere oltre. I cittadini chiedono al sindaco di indire al più presto un’assemblea pubblica e di sedersi con loro ad ascoltare le idee e le proposte dei modenesi sul futuro di questo edificio.
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