Amministrative Camposanto
Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Se per la zootecnia da carne l’accordo Ue-Mercosur è vissuto come una minaccia, per il Parmigiano Reggiano potrebbe trasformarsi in un’opportunità strategica. Il “Re dei Formaggi”, che nella Bassa Modenese ha uno dei suoi distretti più vitali, rischia di diventare uno dei grandi vincitori della partita commerciale tra Europa e Sud America.
La chiave è giuridica prima ancora che economica.
La vittoria legale: la fine del “Parmesan”
In Brasile e in altri Paesi del Mercosur esiste da anni un mercato consolidato di imitazioni. Prodotti venduti come “Parmesan”, “Reggianito” o con denominazioni evocative occupano scaffali e quote di mercato, sottraendo valore ai produttori italiani.
L’accordo commerciale prevede il riconoscimento e la protezione di centinaia di Indicazioni Geografiche europee, tra cui il Parmigiano Reggiano. Se ratificato definitivamente, imporrà alle autorità brasiliane e argentine di impedire la commercializzazione di prodotti che richiamano impropriamente la Dop italiana.
Tradotto in termini economici: meno concorrenza sleale e più spazio per l’originale. Per i caseifici della Bassa Modenese si aprirebbe un mercato oggi parzialmente precluso dalla presenza dei “cloni” locali, con la possibilità di rafforzare l’export in un’area demograficamente ed economicamente rilevante.
Per un prodotto ad alto valore aggiunto come il Parmigiano Reggiano, la tutela legale del nome equivale a una barriera non tariffaria di enorme peso.
La sfida chimica: il gap sui pesticidi
Ma se il comparto Dop intravede opportunità, la base agricola che sostiene la filiera guarda con maggiore cautela.
Il punto critico è la disparità nell’uso delle sostanze chimiche in agricoltura. La cosiddetta “reciprocità” evocata a Bruxelles si scontra con normative molto diverse tra Unione europea e Paesi Mercosur.
Alcuni esempi sono emblematici.
Il glifosato, in Italia fortemente limitato e vietato in determinate fasi come il pre-raccolta, in diverse aree sudamericane è utilizzato in modo sistematico come diserbante totale.
L’atrazina, vietata in Italia dal 1992 per i suoi effetti ambientali, è ancora autorizzata e ampiamente impiegata in coltivazioni come mais e canna da zucchero.
Il fipronil, vietato in agricoltura nell’Unione europea per l’impatto sugli impollinatori, è autorizzato in alcune realtà del Mercosur come insetticida.
Il paraquat, considerato estremamente tossico e vietato in Europa, risulta ancora presente e autorizzato — seppur in fase di restrizione — in diversi contesti sudamericani.
La conseguenza è un differenziale di costo produttivo significativo. Gli agricoltori modenesi investono in tecniche di lotta integrata, agricoltura di precisione o biologica, sostenendo costi elevati per rispettare normative ambientali e sanitarie tra le più severe al mondo.
Se il mercato europeo venisse inondato da mais o soia prodotti con standard chimici meno restrittivi, il prezzo delle materie prime potrebbe scendere, comprimendo ulteriormente i margini delle aziende agricole della pianura padana.
Una filiera divisa tra opportunità e rischio
Il paradosso è evidente: il vertice della filiera — Parmigiano Reggiano, aceto balsamico, prodotti Dop — potrebbe beneficiare di una tutela rafforzata e di nuove quote di mercato. La base agricola, invece, teme di dover competere con prodotti ottenuti con regole diverse e costi più bassi.
L’accordo Ue-Mercosur si conferma così una medaglia a due facce per il territorio modenese: espansione e protezione legale per l’eccellenza trasformata, pressione competitiva per chi coltiva cereali e foraggi.
La partita non si gioca soltanto sui dazi, ma sull’equilibrio tra apertura commerciale e uniformità delle regole. Ed è su questo terreno che si misurerà il vero impatto dell’intesa sulla Bassa Modenese.
LEGGI ANCHE
L’ombra del Mercosur sulla Bassa Modenese: agricoltura tra export e rischio identità
Manifestazione degli agricoltori a Bologna, tanta partecipazione anche dalla Bassa modenese
Accordo Ue-Mercosur, l’allarme dei cerealicoltori modenesi: “Così rischiamo di chiudere”
Carne bovina, Modena contro Mercosur: il confronto sui costi che spaventa gli allevatori
Accordo Ue – Mercosur: la battaglia dei numeri e il fronte comune delle associazioni modenesi
Ue-Mercosur, Assopannelli: “Su nuova proposta Commissione Ue chiediamo certezze e iter veloce”






































