MODENA – I segnali che arrivano dal sistema economico modenese sono sempre più preoccupanti. L’aumento dei costi dell’energia, dei carburanti e delle materie prime sta mettendo sotto pressione imprese, artigiani e attività commerciali del territorio, alimentando il rischio concreto di una fase di stagflazione, cioè stagnazione economica accompagnata da un aumento generalizzato dei prezzi.

E’ quanto si legge nel comunicato stampa di Patto per il Nord di Modena.

 
Un fenomeno che rischia di colpire in modo particolare un territorio come quello modenese, dove l’economia è fortemente basata sulla manifattura, sull’industria e su una rete di piccole e medie imprese che rappresentano uno dei motori produttivi più importanti del Paese.
 
«Quando il cuore produttivo del Nord rallenta – dichiara Livio Degliesposti coordinatore provinciale Patto per il Nord Modena – non è solo un problema locale: è tutta l’economia italiana che rischia di fermarsi».
 
Secondo il movimento, la situazione attuale dimostra ancora una volta i limiti di un sistema troppo centralizzato, incapace di rispondere con rapidità alle esigenze dei territori più produttivi.
 
«Le imprese modenesi stanno affrontando una tempesta perfetta: energia sempre più cara, costi di produzione in aumento e margini che si riducono. In questo contesto diventa sempre più evidente quanto sia necessario rafforzare l’autonomia dei territori e dare finalmente al Nord strumenti concreti per difendere la propria economia».
 
 
Per Patto per il Nord Modena il tema non è solo economico ma anche istituzionale.
 
«Il federalismo non è uno slogan politico, dichiara Ghelfi Riad segretario regionale Patto per il Nord Emilia, ma una scelta di buon senso amministrativo. Significa permettere ai territori che producono ricchezza di avere strumenti più efficaci per sostenere le imprese, investire nelle infrastrutture e intervenire rapidamente quando l’economia rallenta».
 
Il movimento sottolinea come il sistema produttivo modenese rappresenti uno dei pilastri dell’economia nazionale e che proprio per questo debba essere tutelato con politiche economiche più vicine ai territori.
 
«Difendere il tessuto produttivo del Nord significa difendere il lavoro, le imprese e il futuro economico dell’intero Paese. Per questo continueremo a batterci affinché il tema dell’autonomia e del federalismo torni al centro del dibattito politico».

 

 

 

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