“Qui non parliamo solo di difendere 500 lavoratori, ma di tutelare un settore fondamentale per la Bassa, per la Regione e per tutta Italia”. Questo il concetto sottolineato da un po’ tutte le autorità che giovedì 12 marzo hanno partecipato al presidio che si è tenuto davanti alla sede di Vantive a Medolla e che ha radunato oltre 300 persone. La manifestazione si è tenuta per richiamare l’attenzione sulla vertenza che si è accesa dopo la decisione del proprietario, il fondo Carlyle, di vendere lo stabilimento. Molti punti restano oscuri: a chi sarà ceduta l’azienda? La vendita avverrà in blocco o “a pezzi”? E soprattutto quale sarà il destino degli oltre 500 dipendenti? La speranza è che la nebbia intorno a questa vicenda si diradi un po’ dopo il tavolo che si terrà il 23 marzo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, incontro-chiave verso cui ad oggi tutti i cuori sono rivolti.

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Alla mobilitazione del 12 marzo c’erano proprio tutti: la Rsu di Gambro-Vantive, Cgil, Cisl, Uil e poi i sindaci del territorio, la rappresentanza della Provincia di Modena e quella della Regione Emilia-Romagna, più precisamente il Presidente della Regione Michele De Pascale e l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia. Tanti i colori politici, dal PD, fino ai sindaci di centrodestra: Stefano Venturini di Cavezzo e Letizia Budri di Mirandola. Uniti per ribadire con ferma convinzione che lotteranno con tutti gli strumenti a disposizione per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda.

 

Politici e sindacalisti concordano: è importante difendere anche i prodotti realizzati in Gambro-Vantive, eccellenze che tutelano la salute di milioni di persone nel mondo. Questi prodotti sono frutto delle competenze accumulate negli anni dalle persone che lavorano nello stabilimento. Gambro è un’impresa storica di un settore fondamentale per il territorio. Il biomedicale è parte di una filiera responsabile per circa il 2% del Pil nazionale. Giovanni Paglia ha ricordato anche che Vantive è tra le aziende che hanno ricevuto più fondi pubblici per la ricostruzione: “Ci sono i diritti dei privati e poi ci sono quelli del pubblico – ha affermato – Quando certe imprese hanno un impatto così significativo sulla collettività, la questione non riguarda più solo il privato. Bisogna far valere anche i diritti della comunità”.

Dopo il presidio davanti allo stabilimento, si è tenuto un incontro nel municipio di Medolla. La sala consiliare non poteva contenere le oltre 100 persone che hanno partecipato al convegno e molti hanno affollato il corridoio adiacente. Degno di nota uno spunto della sindaca di Mirandola Letizia Budri: “Sentiamo dire spesso che ‘si sta creando un effetto domino’ all’interno del settore. Giusto essere preoccupati, ma ricordiamoci che il biomedicale non è in crisi. È un settore trainante e dobbiamo difenderlo in quanto tale”. Durante la riunione è intervenuto in collegamento da Roma anche il deputato PD Andrea De Maria, che ha sintetizzato un po’ lo spirito che ha animato la giornata: “Vedere tante persone di orientamenti politici così diversi fare rete per i lavoratori di Vantive è molto bello. Importante mantenere la massima unità d’intenti in questa vicenda”.