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Morte Raffaele Marangio, non fu omicidio
MODENA – A meno di colpi di scena, verrà archiviato come suicidio la morte dello psicoterapeuta 78enne Raffaele Marangio, ritrovato senza vita nella sua abitazione in via Stuffler, a Modena, lo scorso 26 luglio, con una cintura al collo.
A riportare la notizia è la Gazzetta di Modena.
Il corpo di Marangio era stato trovato supino sul pavimento e in una posizione “innaturale”, tale da far pensare l’intervento di una persona che avrebbe ricomposto la salma dopo la morte.
Sul caso era stato aperto un fascicolo per omicidio volontario, inizialmente contro ignoti, poi con l’iscrizione nel registro degli indagati di un 43enne tunisino. L’uomo fu interrogato e poi rilasciato, perché a suo carico non emersero elementi tali da portare a un arresto.
Lui si era sempre detto estraneo ai fatti.
Ora, dopo ulteriori accertamenti scientifici sulla salma, emergerebbe che Marangio si sarebbe tolto la vita impiccandosi con una cintura al collo all’inferriata della finestra.
Dalla ricostruzione, emergerebbe che quando il 43enne entrò nell’appartamento di Marangio, rimase sconvolto dalla scena, slacciò la cintura e il corpo della vittima scivolò sul pavimento.
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