Amministrative Camposanto
Crisi Gambro-Vantive, il Consiglio Ucman approva all’unanimità mozione contro la finanza predatoria
Il Consiglio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal gruppo consiliare Liste Civiche PD | Bassa Modenese, a firma del capogruppo Paolo Negro e della consigliera dell’Unione e del Comune di Medolla Barbara Paradisi, in merito alla grave situazione dello stabilimento Gambro-Vantive di Medolla. L’atto segna una posizione netta e corale del Consiglio, espressione dell’istituzione rappresentativa del territorio, a difesa di un sito che rappresenta uno dei fulcri del Distretto Biomedicale, primo polo in Europa e terzo polo mondiale. La mozione è stata sottoscritta nel corso del Consiglio da tutti i gruppi consigliari.
“L’approvazione all’unanimità di questo documento – commenta il capogruppo Paolo Negro – è un segnale di unità fondamentale per il nostro territorio. Lo stabilimento di Medolla, con le sue radici nella storica Dasco, non è solo un asset industriale, ma un patrimonio di competenze che appartiene alla comunità e alla sovranità sanitaria del Paese. Non possiamo accettare che logiche di finanza ‘mordi e fuggi’ decidano oltreoceano il destino di oltre 500 lavoratrici e lavoratori. Il passaggio al fondo Carlyle ha portato a una situazione di massima incertezza: dopo un anno di contratti di solidarietà e un’assenza preoccupante di investimenti in ricerca e sviluppo, l’annuncio repentino della vendita è un epilogo che risponde ad una logica prettamente speculativa. Con questa mozione, impegniamo formalmente il Presidente e la Giunta dell’Unione a opporsi a ogni ipotesi di frammentazione del sito. Dividere ricerca, produzione e logistica rappresenterebbe una pietra tombale sulla tenuta industriale del polo. Chiediamo che il subentro di una nuova proprietà avvenga a fronte di un piano industriale solido e di lungo periodo, capace di garantire la piena salvaguardia occupazionale e il rilancio dell’innovazione, senza cesure sociali. Auspichiamo che il Tavolo di Crisi nazionale convocato presso il MIMIT per il prossimo 23 marzo veda la presenza dei vertici globali di Carlyle, affinché chiariscano le reali intenzioni su Medolla davanti al Governo, Regione, l’Unione e le parti sociali. Non dimentichiamo che questo stabilimento è stato protagonista di una ricostruzione esemplare dopo il sisma del 2012, beneficiando di circa 30 milioni di euro di investimenti pubblici, per garantirne la permanenza qui. Manterremo altissima l’attenzione, lavorando di concerto con la Regione per un monitoraggio rigoroso di ogni percorso di reindustrializzazione, coinvolgendo sempre i sindacati e il territorio. Il biomedicale non è merce di scambio: è il cuore economico della Bassa Modenese e patrimonio del Paese”.






































