Il 2026 si apre con un’inflazione apparentemente ferma, ma nella vita di tutti i giorni la sensazione è diversa: fare la spesa e pagare le bollette costa un po’ di più. A gennaio, nel Comune di Modena, l’indice generale dei prezzi al consumo (Nic) resta invariato rispetto a dicembre (0,0%), ma il cosiddetto “carrello della spesa” registra un aumento dello 0,6%.

A crescere sono soprattutto i beni (+0,5%), mentre i servizi segnano una lieve flessione (-0,7%). Il dato complessivo, dunque, fotografa una situazione stabile, ma le voci che incidono maggiormente sul bilancio familiare mostrano segnali di rialzo.

Sul fronte alimentare si registra un +0,7%: aumentano oli e grassi, caffè, bevande analcoliche, ortaggi, pesce e frutta. Rincari anche per bevande alcoliche e tabacchi (+1,1%). Ma a pesare maggiormente sono le spese per la casa: la divisione “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” segna un +1,6%, trainata dagli aumenti di energia elettrica, gas e affitti.

Crescono anche le spese per arredamenti ed elettrodomestici (+2,7%), così come informazione e comunicazione (+0,9%), ricreazione e cultura (+0,6%) e servizi finanziari e assicurativi (+0,3%). Un quadro che si traduce in un incremento delle uscite quotidiane, anche a fronte di un indice generale fermo.

In controtendenza i trasporti (-3,7%), grazie soprattutto al calo dei voli aerei, e i servizi di ristorazione e alloggio (-0,5%). Lieve flessione anche per abbigliamento e calzature (-0,3%). Sanità sostanzialmente stabile.

Da gennaio, inoltre, l’Istat adotta la nuova classificazione internazionale Ecoicop, con l’introduzione della voce “Servizi finanziari e assicurativi” e la sostituzione di “Altri beni e servizi” con la divisione “Protezione sociale”. Cambia anche l’anno base di riferimento, che diventa il 2025=100.

In sintesi, l’inflazione generale non accelera, ma il conto al supermercato e le spese per casa ed energia aumentano. E sono proprio queste le voci che, giorno dopo giorno, incidono di più sulle tasche dei modenesi.