di Francesca Monari

Esiste un luogo capace di far tornare bambini, ma con lo stupore consapevole degli adulti: qui il gioco diventa racconto, e il movimento – quello delle ruote, dei pedali, delle leve – è il filo conduttore che unisce epoche e generazioni.

Il “Giocars – Museo del Giocattolo in Movimento” è una collezione unica che intreccia storia, artigianato e cultura del territorio. Situato a Sala Bolognese (BO), nasce dalla passione di Adriano Guidi, collezionista che ha dedicato anni alla ricerca di pezzi rari nelle fiere e nei mercati antiquari, spinto dal desiderio di preservare la memoria dei giocattoli che hanno accompagnato l’infanzia del dopoguerra. La sua raccolta, cresciuta nel tempo fino a diventare una vera e propria istituzione culturale, è oggi ospitata in collaborazione con il Comune di Sala Bolognese (BO).

Con oltre 700 pezzi unici, Giocars espone giocattoli antichi accomunati dalla stessa anima: il movimento. Automobiline, tricicli, carrozzine, cavalli a dondolo, motociclette e go-kart raccontano l’evoluzione dei mezzi di trasporto e, insieme, quella del gioco e dell’immaginario infantile.

Le “pedal cars”, splendidi modelli perfettamente funzionanti, rappresentano il cuore della collezione: veri piccoli capolavori meccanici che anticipano e riflettono la storia dei marchi automobilistici della Motor Valley, territorio a cui il museo è profondamente legato.

Passeggiando al suo interno, si scopre come ogni oggetto sia molto più di un semplice giocattolo: è un frammento di storia sociale, un esempio di ingegno artigiano, un simbolo di un’epoca in cui il movimento era sinonimo di libertà e immaginazione. Guidi, con la sua visione da “homo ludens”, invita i visitatori a osservare come bambini e adulti si siano mossi – e abbiano giocato – nel corso del tempo, trasformando il museo in un viaggio emozionante e sorprendente.

Il museo offre anche visite guidate per singoli, famiglie, gruppi e scuole, rendendo l’esperienza accessibile e coinvolgente per ogni età. Per informazioni aggiornate su orari e modalità di visita, è consigliato contattare direttamente il museo.

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