NONANTOLA – Due sono le iniziative programmate a Nonantola per il Giorno della Memoria 2025, per ricordare il passato senza dimenticare il presente: una riflessione sul nostro tempo e sulla vicenda di 96 libri ritrovati. La prima, organizzata da Comune di Nonantola, Fondazione Villa Emma, ANPI Nonantola, unitamente al Laboratorio per la Pace e i Diritti di Nonantola e Aula 22, si terrà mercoledì 8 gennaio, alle ore 21.00, all’Associazione Clessidra, in piazza Tien An Men 1.  Si tratta di un dialogo con Anna Foa, autrice del saggio “Il suicidio di Israele” (Laterza, 2024). In programma, i saluti di Massimo Po, assessore alla Cultura del Comune di Nonantola, poi interverranno Maria Laura Marescalchi e Greta Ansaloni. Presiederà l’incontro Alves Monari, presidente ANPI Nonantola. Questa la quarta di copertina del libro:

“Israele stava già attraversando un periodo di crisi drammatica prima del criminale attacco del 7 ottobre 2023. Grandi manifestazioni chiedevano a gran voce le dimissioni di Netanyahu e del suo governo e il paese era praticamente bloccato. La risposta al gesto terroristico di Hamas con la guerra di Gaza rischia però di essere un vero e proprio suicidio per Israele. Dal un lato, infatti, abbiamo l’involuzione del sionismo, o meglio dei sionismi: da quello originario della fine del XIX secolo, passando per quello liberale e favorevole alla pace con gli arabi, fino alla crescita del movimento oltranzista dei coloni e all’assassinio di Rabin. Dall’altro, il resto del mondo ebraico – la diaspora americana e quella europea – si confronta oggi con un crescente antisemitismo che, contrariamente alla propaganda di Netanyahu, non è la stessa cosa dell’antisionismo, ma che certo dalle vicende della guerra di Gaza trae spunto ed alimento. Per salvare Israele è necessario contrapporre al suprematismo ebraico, proprio dell’attuale governo Netanyahu, l’idea che lo Stato di Israele deve esercitare l’uguaglianza dei diritti verso tutti i suoi cittadini e deve porre fine all’occupazione favorendo la creazione di uno Stato palestinese. Qualunque sostegno ai diritti di Israele – esistenza, sicurezza – non può prescindere da quello dei diritti dei palestinesi. Senza una diversa politica verso i palestinesi Hamas non potrà essere sconfitta ma continuerà a risorgere dalle sue ceneri. Non saranno le armi a sconfiggere Hamas, ma la politica”.
 
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