Amministrative Cavezzo
Ospedale di Mirandola, l’attacco del Pd: “La sindaca deve confrontarsi sugli accordi che firma per conto della cittadinanza”
MIRANDOLA – La nota del Pd di Mirandola sul depotenziamento dell’ospedale di Mirandola.
Ora è malafede applicare le decisioni del Consiglio.
Interessante scelta stilistica quella della sindaca Budri: una consigliera che chiede l’applicazione di una decisione del consiglio comunale è tacciata di “malafede”.
Capiamo che per chi ha visioni politiche di destra che sempre più declinano verso la sola legge del più forte, il confronto e il dibattito siano di difficile comprensione, ma il PD di Mirandola e i suoi consiglieri hanno decisamente dimostrato di non rispondere a nessuno dictat esterno (su tutti l’esempio del caso Aimag, in cui la sindaca, per altro, andava dritta contro un muro che la corte dei conti ha infine
messo in chiaro) e continuano ad agire nel solo interesse dei mirandolesi.
Ora la Sindaca che governa, con la sua maggioranza leghista prima e vannacciana poi, Mirandola da 7 anni, ci propina l’ uovo di Colombo, “un nuovo metodo di lavoro” , come se in passato sindaci e
tecnici non si fossero mai parlati.
Tanto per rinfrescare la memoria ricordiamo che ostetricia e ginecologia hanno chiuso nel suo mandato, sotto un governo del suo stesso colore politico, con un parere positivo del ministero per
tenere aperto, parere necessario per legge ma mai trasmesso, di cui la sua amministrazione non si è mai interessata.
La sterilizzazione spostata a Carpi in sordina, di cui la sola minoranza consiliare ha chiesto conto. La cardiologia? Non pervenuto alcun intervento piccato della nostra sindaca che è invece stata tanto
solerte verso la legittima richiesta della nostra capogruppo: confrontarsi nelle sedi opportune sugli accordi che firma per conto della cittadinanza.






































