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Scuola Modena, Costi (Pd): “38 docenti a rischio cattedra, serve chiarezza”
MODENA – “Quanto sta emergendo sul sistema scolastico modenese in vista dell’anno 2026/2027 è molto preoccupante. Parliamo di 38 docenti di ruolo che rischierebbero di perdere la titolarità della propria cattedra, con una concentrazione pesante nelle scuole superiori: 27 esuberi, di cui 18 sul sostegno. Numeri che non possono essere liquidati come un semplice aggiustamento tecnico”.
Così Maria Costi, consigliera regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione Scuola in Regione Emilia-Romagna, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere un approfondimento urgente sulla situazione degli organici scolastici nella provincia di Modena.
“Il punto – sottolinea Costi – non riguarda solo la posizione professionale dei docenti, che pure va tutelata. Riguarda soprattutto la qualità dell’offerta formativa, la continuità didattica e il diritto allo studio degli studenti, in particolare di quelli con disabilità o con bisogni educativi complessi. Quando si interviene sui posti di sostegno, si tocca uno degli elementi più delicati della scuola pubblica”.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la situazione sarebbe collegata a più fattori: la revisione dei quadri orari degli istituti tecnici, il dimensionamento scolastico, gli accorpamenti e l’avvio di nuovi percorsi ordinamentali promossi dal Ministero, tra cui il modello “4+2” e il liceo del Made in Italy. Le organizzazioni sindacali avrebbero inoltre evidenziato come il solo calo demografico non appaia sufficiente a giustificare una riduzione così significativa degli organici, anche alla luce della presenza di classi numerose e di studenti con bisogni educativi complessi.
“Non possiamo accettare – prosegue Costi – che trasformazioni così rilevanti arrivino sulle scuole e sulle famiglie senza un quadro chiaro, senza tempi adeguati e senza una valutazione puntuale degli effetti. Alcuni docenti avrebbero ricevuto comunicazioni di perdita della cattedra il 30 aprile, con tempi strettissimi per presentare eventuali domande di trasferimento. È un metodo che rischia di produrre incertezza, difficoltà organizzative e ricadute anche familiari”.
La consigliera dem richiama il ruolo della Regione, pur nel rispetto delle competenze statali sugli organici. “La Regione – conclude Costi – non determina gli organici scolastici statali, ma ha il dovere di monitorare l’impatto delle scelte nazionali sui territori. Per questo chiediamo se siano già state avviate interlocuzioni con l’Ufficio scolastico regionale, con i sindacati e con gli enti locali interessati. Servono dati chiari e una valutazione seria delle conseguenze sui posti di sostegno, sull’inclusione e sulla continuità educativa”.






































