Amministrative Cavezzo
“Agricoltura svenduta”: AgriFuturo porta lo stato di crisi sul tavolo del Comune di Carpi
CARPI – Il grido d’allarme della terra risuona nelle stanze del Palazzo Comunale di Carpi. Nella giornata di oggi, mercoledì 22 aprile, il gruppo AgriFuturo MO/RE è stato ricevuto dal sindaco di Carpi, Riccardo Righi, per un confronto urgente sulla drammatica situazione che sta colpendo le aziende agricole e le cooperative delle province di Modena e Reggio Emilia. Al centro dell’incontro, la consegna formale del documento sullo stato di crisi dell’agricoltura odierna, un dossier dettagliato che fotografa un settore sull’orlo del collasso e propone soluzioni concrete per evitare quello che molti agricoltori definiscono un vero e proprio “punto di non ritorno”.
Lambrusco e latte: i simboli di un sistema che non regge più
L’incontro di Carpi segue la scia di altre mobilitazioni territoriali, come quella recente a Cavezzo, in cui il comitato ha esposto dati allarmanti. Il simbolo della crisi è il Lambrusco: con costi di produzione alle stelle — complice il caro gasolio arrivato a 1,20 €/l* — e remunerazioni per i produttori ferme a cifre che coprono a malapena le spese di raccolta (25-30 euro al quintale), coltivare uva non è più sostenibile. “Lavorare in agricoltura non permette più di vivere”, è il commento amaro che accomuna molti imprenditori, costretti a vedere le proprie aziende indebitate e senza un ricambio generazionale all’orizzonte.
Le richieste: aggregazione, trasparenza e difesa del Made in Italy
AgriFuturo MO/RE non si limita alla protesta, ma mette sul tavolo una strategia precisa in tre punti cardine:
1. Unificazione delle Cooperative: Basta con i campanilismi. Il comitato chiede di superare la frammentazione delle piccole cooperative (oltre 17 tra Modena e Reggio) per creare una massa commerciale consistente capace di dettare il prezzo sul mercato, seguendo modelli già vincenti in altre aree dell’Emilia-Romagna.
2. Tracciabilità Reale: La denuncia è forte. Spesso il consumatore acquista prodotti etichettati come “italiani” che di italiano hanno poco. Un esempio emblematico riguarda le acetaie di Modena, non obbligate a utilizzare uve locali, penalizzando così i viticoltori del territorio a favore di importazioni a basso costo da altri Paesi.
3. No alla Concorrenza Sleale (Mercosur): Il timore per l’accordo UE-Mercosur è altissimo. Gli agricoltori chiedono protezione contro l’importazione di prodotti sudamericani che, non dovendo rispettare i rigidi standard sanitari ed etici europei, arrivano sulle nostre tavole a prezzi stracciati, distruggendo l’economia locale.
La palla passa alla politica
Durante l’incontro, il sindaco di Carpi ha ascoltato le testimonianze degli agricoltori e ha ricevuto il documento che riassume le criticità di vari comparti, dal vitivinicolo al cerealicolo, fino alla produzione di latte (dove il prezzo alla stalla per il latte alimentare è crollato fino a 22 centesimi al litro). Il comitato AgriFuturo MO/RE ha ribadito la necessità di un tavolo istituzionale permanente che coinvolga Provincia, Regione e Ministero. L’obiettivo è rimettere il “socio agricoltore” al centro del sistema cooperativo, garantendo che i consigli di amministrazione siano composti da figure capaci di rappresentare le reali difficoltà di chi la terra la lavora ogni giorno. “L’agricoltura è un settore strategico per l’Italia, ma oggi ci sentiamo svenduti”, conclude il comitato. L’incontro di oggi a Carpi rappresenta un altro passo fondamentale per far sì che le istituzioni non possano più voltarsi dall’altra parte.







































