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Ricerche su leucemia, sla ed epilessia: le nuove frontiere della cura partono da Modena
La sanità modenese si conferma un polo d’eccellenza per la ricerca scientifica nazionale. Grazie ai fondi del bando di ricerca – paro a 2,4 milioni di euro – finalizzata del ministero della salute, l’azienda ospedaliero-universitaria di Modena ha ottenuto finanziamenti strategici per quattro studi d’avanguardia. Questi progetti, che vedono protagonisti i ricercatori del policlinico e dell’ospedale civile di Baggiovara, mirano a trasformare la gestione clinica di patologie complesse come la leucemia linfatica cronica, la sla e l’epilessia.
Leucemia linfatica cronica: l’efficacia dei farmaci nel mondo reale
Il trattamento della leucemia linfatica cronica (llc) sta vivendo una rivoluzione grazie ai farmaci a bersaglio molecolare. Lo studio guidato dal professor Roberto Marasca (ematologia del policlinico di Modena) si concentra sull’efficacia del venetoclax al di fuori dei contesti protetti delle sperimentazioni cliniche. Analizzando i dati della “real-world evidence”, i ricercatori puntano a identificare i biomarcatori di resistenza che rendono le cure meno efficaci in alcuni pazienti. L’obiettivo è personalizzare i trattamenti e garantire risposte più durature, coordinando le competenze delle ematologie dell’area vasta Emilia nord.
Sla: dalla colchicina allo studio del metabolismo
La lotta alla sclerosi laterale amiotrofica (sla) a Modena si articola su due progetti complementari finanziati dal ministero:
Il riposizionamento della colchicina: la dottoressa Giulia Gianferrari (neurologia dell’ospedale civile) coordina un trial clinico multicentrico per verificare se la colchicina, un farmaco già noto e disponibile, possa rallentare la progressione della malattia. L’uso di una molecola già esistente permetterebbe ricadute terapeutiche molto rapide sui pazienti.
Immunità e metabolismo: la dottoressa Ilaria Martinelli guida invece una ricerca che esplora il legame tra sistema immunitario e metabolismo. Attraverso l’analisi delle cellule t regolatorie, lo studio mira a individuare nuove firme biologiche per prevedere l’andamento della malattia e ottimizzare i futuri protocolli clinici.
Epilessia: nuove tecnologie per diagnosi invisibili
Per chi soffre di epilessia del lobo temporale senza lesioni visibili alla risonanza magnetica (mri-neg), la diagnosi è spesso un percorso a ostacoli. Lo studio della dottoressa Alice Ballerini, condotto presso il centro epilessie di Baggiovara, utilizza tecniche avanzate di imaging multimodale per studiare la microstruttura della sostanza bianca. Identificare questi “biomarcatori invisibili” permetterà ai clinici modenesi di intervenire precocemente, riducendo il rischio di declino cognitivo e migliorando sensibilmente la qualità di vita dei pazienti.






































