Amministrative Cavezzo
Carpi, oltre 73mila euro a “Ciao Comunicazione”: FdI presenta un’interrogazione in Consiglio Comunale
CARPI – “Dalla determina del 1° aprile 2026 emerge un impegno di spesa pari a 73.200 euro per attività di comunicazione istituzionale. Si tratta di una cifra tutt’altro che marginale, che impone spiegazioni chiare, dettagliate e immediate”.
Così Annalisa Arletti, consigliere regionale e capogruppo in consiglio comunale per Fratelli d’Italia a Carpi, annuncia un’interrogazione insieme al collega Enrico Fieni per fare luce su elementi che appaiono tutt’altro che secondari: dalla reale congruità della spesa rispetto ai servizi offerti, fino ai criteri che hanno determinato la scelta dell’agenzia incaricata.
“Non stiamo parlando solo di una spesa consistente, ma di un possibile sistema di affidamenti ricorrenti sempre verso i medesimi soggetti. È una circostanza che impone la massima trasparenza e chiarimenti immediati, perché il rischio è quello di alimentare un intreccio poco limpido tra livelli istituzionali che i cittadini hanno il diritto di vedere dissipato senza ambiguità. Vogliamo sapere – incalza Arletti – su quali basi sia stato deciso di compiere l’affidamento che prevede un massiccio impegno di spesa”.
“Ancora una volta ci troviamo davanti a decisioni che sollevano più interrogativi che certezze. È dovere della Giunta giustificare una spesa di questa portata e indicare quale valore concreto produca per la collettività”, conclude Arletti.
“Questo ultimo affidamento è l’ennesima dimostrazione di come la sinistra continui a raccontare la trasparenza come un valore, ma nei fatti assistiamo sempre agli stessi meccanismi: affidamenti diretti, cerchie ristrette, soggetti che in pochi anni passano da realtà marginali a interlocutori privilegiati delle istituzioni. Un meccanismo ben oliato, alimentato da cospicui soldi pubblici usati per finanziare sempre gli stessi soggetti”, aggiunge Ferdinando Pulitanò, consigliere regionale presidente provinciale di Fratelli d’Italia.
“A questo si aggiunge un elemento ancora più preoccupante: la progressiva normalizzazione di pratiche che dovrebbero essere eccezionali. L’affidamento diretto, nato per rispondere a esigenze di urgenza o di semplificazione, diventa invece la regola, svuotando di fatto il principio della concorrenza e penalizzando tutte quelle realtà sane che restano sistematicamente escluse”, spiega il consigliere regionale.
“Non è solo una questione amministrativa, ma un problema politico e culturale. Si crea un sistema chiuso, autoreferenziale, in cui il merito passa in secondo piano rispetto alla prossimità politica o relazionale. Così si mortifica il tessuto imprenditoriale locale, si scoraggia chi vorrebbe investire e si alimenta sfiducia nei confronti delle istituzioni” conclude Ferdinando Pulitanò, presidente provinciale di Fratelli d’Italia.
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