Amministrative Cavezzo
Madre di due figli rischia di rimanere senza casa a Mirandola
Aveva presentato la domanda presso il Comune di Mirandola per ottenere un alloggio popolare. Si era classificata bene in graduatoria e sembrava dovesse entrare nella nuova abitazione a maggio. Poi la cattiva notizia: i servizi sociali la convocano il 31 marzo, lei ci va, convinta che le consegneranno le chiavi dell’appartamento, invece le comunicano che non potrà trasferirsi nella nuova casa. È successo a Pamela Cavazza, residente sul territorio da 22 anni e che ora rischia di trovarsi in mezzo alla strada insieme al marito Umberto Manzi e ai due figli, una ragazza 15enne e un bimbo di 7 anni.
Ma perché questa famiglia non ha diritto all’alloggio? Semplice: a gennaio la corte costituzionale ha emesso un atto che cambia le regole di assegnazione delle case popolari. Se prima il fatto di essere residenti sul territorio garantiva un buon punteggio nella graduatoria che permetterebbe di avere un’abitazione, ora questo requisito fa ottenere meno punti. Ed ecco il risultato: “C’erano 15 nuclei famigliari che si erano classificati per ottenere alloggio – racconta la donna – Da quando è passato questo nuovo regolamento, per chi si è classificato dalla 9a alla 15ma posizione è stato bloccato tutto”.
Problema: dopo essersi classificata in graduatoria, Pamela è stata sfrattata dalla sua precedente abitazione, un appartamento di una palazzina in via Curiel, che dovrà abbandonare in data 20 aprile. La donna ha comunicato ai servizi sociali la sua situazione, ma – secondo quanto ci riferisce lei – lo sportello non può fare nulla per aiutarla. L’unica soluzione che le ha proposto è seguire l’iter previsto dalla legge: la signora dovrà ripresentare la domanda di assegnazione e attendere i risultati del prossimo bando, che dovrebbero arrivare tra circa 6 mesi. Attenzione però: dai servizi sociali fanno sapere che classificarsi in graduatoria non garantisce automaticamente l’assegnazione di una casa. Occorrono anche altri requisiti: che l’abitazione sia disponibile e che sia adeguata al numero degli occupanti secondo i criteri stabiliti dal regolamento.
Migliaia di famiglie in attesa di casa nel modenese
In tutto questo, il rischio è che questa famiglia rimanga senza un tetto sopra alla testa per i prossimi mesi. “Non ho mai avuto problemi, né ho mai chiesto niente in vita mia – dichiara la donna – Adesso chiedo alle istituzioni di aiutarmi. Conosco famiglie che hanno ottenuto case popolari e mi risulta abbiano stipendi tali da potersi permettere anche affitti da 500 euro al mese. Non lo ritengo giusto. Nei giorni scorsi mi sono appellata direttamente alla sindaca Letizia Budri, sperando che mi aiuti a trovare una soluzione. Siamo in attesa di soluzioni che tardano ad arrivare. Comprendiamo che la legge è legge, ma non ci sembra un buon motivo per lasciare in mezzo alla strada due minorenni”.








































