Amministrative Cavezzo
Avvocata minacciata dall’ex cliente: 30enne ai domiciliari per stalking
MODENA – Mesi di telefonate, messaggi, email e Pec dal contenuto minaccioso e diffamatorio. Una pressione continua, iniziata a gennaio, che secondo gli investigatori avrebbe finito per destabilizzare la vita quotidiana di una avvocata di 37 anni, fino a costringerla a modificare le proprie abitudini per il timore della sua incolumità.
Nella serata di lunedì 1° giugno la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena, ha eseguito un’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un cittadino italiano di 30 anni, già censurato, gravemente indiziato del reato di atti persecutori.
Le accuse
Secondo quanto ricostruito dalla Procura, l’uomo avrebbe preso di mira la donna, che in passato era stata sua legale di fiducia. Una circostanza che rende la vicenda ancora più amara: proprio l’avvocata, infatti, aveva ottenuto in precedenza una pronuncia assolutoria nei confronti dello stesso indagato.
Nonostante questo, a partire dal gennaio 2026 il 30enne avrebbe iniziato a rivolgerle minacce e ingiurie telefoniche. Poi la pressione sarebbe proseguita attraverso email e messaggi, inviati anche tramite un profilo “fake”, con contenuti ritenuti gravemente minatori e diffamatori.
Le Pec e le insinuazioni
La vicenda non si sarebbe fermata ai contatti diretti con la professionista. Secondo il comunicato della Procura, l’indagato avrebbe inviato anche numerose Pec contenenti insinuazioni sulla persona e sull’attività professionale della donna.
Messaggi che sarebbero stati indirizzati non solo alla persona offesa, ma anche all’Ordine degli avvocati, alle Forze di Polizia e agli organi giudiziari. Un’escalation che, nella ricostruzione degli inquirenti, avrebbe trasformato la persecuzione in una pressione capace di invadere anche la sfera lavorativa e pubblica della vittima.
Le indagini e l’arresto
Le indagini della Squadra Mobile hanno fatto emergere, secondo la Procura, condotte persecutorie tali da provocare nella denunciante un forte timore per la propria sicurezza personale e da incidere sulle normali abitudini di vita.
Alla luce degli elementi raccolti, il Gip del Tribunale di Modena ha disposto per il 30enne la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito presso il domicilio dell’indagato con il supporto del personale della sezione per la sicurezza cibernetica della Polizia di Stato.
Contestualmente, su disposizione della Procura di Modena, è stata eseguita anche una perquisizione con sequestro, che ha portato gli investigatori ad acquisire alcuni dispositivi informatici in uso all’uomo.
Una storia che racconta, ancora una volta, quanto le condotte persecutorie possano diventare invasive e logoranti: non solo minacce, ma contatti ripetuti, insinuazioni e messaggi capaci di entrare nella vita privata e professionale di una persona, fino a condizionarne la quotidianità.
Come sempre in questa fase, va ricordato che l’indagato deve essere considerato presunto innocente fino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna.






































